Martedì 9 giugno 2026
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Russia. 40 mila uomini per lo zar antidroga

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Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato oggi il decreto per la costituzione di un Comitato statale per la lotta al traffico di stupefacenti, un organismo che accentrera' i poteri investigativi in questo ambito e a cui faranno riferimento 40.000 uomini, suddivisi finora tra i ranghi di varie forze di polizia e agenzie statali.
Al vertice della nuova struttura, come annunciato nei mesi scorsi, sara' Viktor Cerkesov, pietroburghese come Putin e come lui proveniente dai servizi di sicurezza federali (lo Fsb, che ha ereditato parte dei compiti del vecchio Kgb), gia' ribattezzato da alcuni giornali 'zar anti-droga'.
Il Comitato sara' operativo a partire da luglio, secondo quanto confermato dal decreto presidenziale. Suo compito sara' quello di delineare le strategie e portare avanti le grandi indagini nella lotta alla produzione, alla vendita e al traffico di droga in Russia e di coordinare le attivita' ordinarie condotte in questo settore da altri organismi e agenzie.
L'apertura delle frontiere e il processo di liberalizzazione della societa' hanno portato con se' nell'ultimo decennio un consistente incremento (in particolare dalla seconda meta' degli anni '90) del traffico di sostanze stupefacenti nel Paese, oltre che del consumo, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Tra le porte d'ingresso della droga, grande attenzione e' riservata al confine tra Afghanistan e Tagikistan, da dove passa una parte dei flussi di oppio afghano destinato in parte ai Paesi dell'ex Urss e in parte a transitare dalla Russia verso occidente. Il Tagikistan ha affidato a un contingente di circa 25.000 militari russi il controllo di questa frontiera, dove i sequestri sono in aumento e proprio oggi sono stati confiscati altri 25 chili di eroina.
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