Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Sanità militare, nasce il Corpo unico: poliambulatori aperti ai civili e supporto al SSN

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Con il Decreto legislativo n. 74 del 3 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 maggio, prende forma la più profonda riorganizzazione della sanità delle Forze Armate degli ultimi decenni. Come riporta Infodivise, nasce il nuovo Servizio Sanitario Militare Nazionale — denominato semplicemente "Sanità militare" — destinato a operare sia in ambito operativo delle Forze Armate sia in supporto al sistema sanitario civile.

 

Il provvedimento unifica i quattro corpi sanitari separati di Esercito, Marina militare, Aeronautica e Arma dei Carabinieri in un unico Corpo, operativo dal 1 gennaio 2027, che coinvolge circa 3.700 unità di personale. La gestione sarà centralizzata sotto lo Stato Maggiore della Difesa, con l'obiettivo dichiarato di eliminare duplicazioni e razionalizzare le risorse.

 

Una delle novità più rilevanti per i cittadini è la creazione di una rete di poliambulatori a uso "duale": strutture sanitarie militari che potranno stipulare accordi contrattuali con le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e offrire prestazioni anche all'utenza civile, inserendosi nella programmazione sanitaria regionale. La riforma punta a rafforzare la collaborazione con il SSN attraverso il principio della "medicina della sussidiarietà": la sanità militare potrà intervenire a supporto nelle attività di prevenzione, nelle emergenze nazionali e in caso di pubbliche calamità.

 

Altra novità significativa riguarda la libera professione intramuraria: medici e psicologi militari potranno esercitare attività privata all'interno delle strutture della Difesa, fuori dall'orario di servizio, con tariffe allineate a quelle nazionali del SSN e con obbligo di separazione netta tra attività istituzionale e privata. Sono previsti monitoraggio dei tempi di attesa, tracciabilità dei pagamenti e prevenzione dei conflitti di interesse.

 

Il decreto introduce anche l'Istituto di scienze biomediche della Difesa, nuovo organismo con autonomia scientifica dedicato alla ricerca avanzata in medicina militare, con particolare attenzione agli ambiti chimico, biologico, radiologico e nucleare (CBRN). Sul fronte della dirigenza, il nuovo Direttore della Sanità militare avrà un mandato triennale e potrà essere affidato non solo a un ufficiale generale, ma anche a un dirigente civile con comprovata esperienza manageriale in campo sanitario.

 

Non mancano le criticità. I Servizi parlamentari del Bilancio di Senato e Camera sollevano dubbi sui costi reali: il decreto non è accompagnato da alcuna mappatura delle strutture disponibili, da alcuna stima del fabbisogno coperto, né da indicazioni sugli oneri già sostenuti nell'ambito di eventuali protocolli tra Difesa e sistema sanitario regionale. Il tutto viene presentato come attuabile senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, affermazione che i tecnici parlamentari giudicano non dimostrata. Per l'attuazione dei principali articoli sono stanziati circa 245.000 euro per il 2026, che salgono a circa 889.000 euro nel 2027, attingendo al fondo della legge di bilancio 2025.

Perplessità giungono anche dal mondo sindacale militare: alcune sigle lamentano che la riforma non definisce in modo adeguato il perimetro delle professioni sanitarie incluse nel Corpo unico, escludendo diverse figure sociosanitarie riconosciute dal Ministero della Salute, con il rischio di creare disparità professionali e retributive strutturali all'interno del nuovo sistema.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →