Lunedì 29 giugno 2026
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Social media: nuova conferma che il divieto per i minori non funziona

MONDO
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Un nuovo studio condotto dall'Università di Newcastle torna a mettere in discussione l'efficacia del divieto di accesso ai social media per i minori: la legge australiana in vigore da dicembre 2025, che vieta l'uso delle piattaforme agli under 16, continua a essere aggirata su larga scala. Come riporta Punto Informatico, oltre l'85% degli utenti al di sotto dei 16 anni continua a utilizzare i social media nonostante il divieto vigente. Tra il 54% e il 67% di questi ragazzi accede addirittura attraverso il proprio account personale.

 

Non si tratta della prima segnalazione di questo tipo. In precedenza, la Molly Rose Foundation — organizzazione non-profit britannica — aveva già rilevato che oltre il 60% dei minori tra 12 e 15 anni accede senza problemi alle piattaforme oggetto della legge australiana, tra cui Facebook, Instagram, Threads, X, Kick, Reddit, Snapchat, TikTok, Twitch e YouTube. I metodi per aggirare i controlli sono noti e alla portata di tutti: dall'uso del volto di un adulto per il riconoscimento facciale all'utilizzo di una VPN.

 

Sul fronte delle piattaforme, diverse di esse — tra cui YouTube, Instagram, Snapchat e TikTok — non hanno adottato misure concrete per impedire l'accesso, come la disattivazione o la rimozione degli account dei minori. Il garante della privacy australiano ha già segnalato possibili violazioni della legge da parte di YouTube, Instagram, Facebook, Snapchat e TikTok, aprendo la strada a eventuali indagini.

 

Nonostante i risultati poco incoraggianti, numerosi paesi hanno scelto di seguire il modello australiano o stanno valutando di farlo: tra questi Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Portogallo, Regno Unito, Austria, Grecia, Norvegia e Turchia. Anche la Commissione europea si appresta a presentare una proposta legislativa in materia entro l'estate. In Italia, nel frattempo, è in discussione al Senato un disegno di legge che vieterebbe l'accesso ai social ai minori di 15 anni, ma l'iter è fermo da mesi senza progressi concreti.

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