Martedì 9 giugno 2026
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Sondaggio dei vescovi: 82% degli italiani per l'illegalita' dell'aborto

AMERICHE - USA
Notizia ·
In un sondaggio nazionale negli Stati Uniti commissionato dalla Conferenza episcopale Usa emerge che la maggioranza degli adulti, l'82 per cento, ritiene che l'aborto debba essere considerato illegale in tutte le circostanze; mentre l'11 per cento ne limiterebbe la sua legalita'. La notizia e' riportata sull'Osservatore romano. Soltanto una minima percentuale (meno del 9 per cento) pensa, invece, che l'aborto sarebbe legale per qualsiasi ragione e in qualsiasi momento durante la gravidanza della madre. Il sondaggio e' stato condotto on line su un campione di 2.341 adulti. Per l'assistente alla direzione dell'ufficio "Policy and communications at the Usccb's secretariat of pro-life activities", Deirdre McQuade, "i risultati del sondaggio sono notevoli". (à) Tra l'altro nel sondaggio, che esamina un gruppo di varie leggi sul tema, e' riportato anche che il 76 per cento e' a favore di quei provvedimenti che proteggono medici e paramedici dall'essere costretti a praticare l'aborto contro la propria volonta'.
Nel sondaggio peraltro e' emerso che anche tra coloro che si dichiarano a favore dell'aborto, il 71 per cento auspica una sua restrizione. Tra questi il 43 per cento lo limiterebbe al primo trimestre di gravidanza; mentre il 23 per cento ai soli casi di violenza, incesto o per salvare la vita della madre.
Il sondaggio e' stato condotto per conto dell'associazione dei Cavalieri di Colombo prima delle elezioni politiche. Per il cavaliere supremo Carl Anderson i risultati della ricerca "sono indicativi del fatto che il termine 'pro-choice' polarizza inutilmente la discussione sull'aborto e maschera il fatto che c'e' un ampio consenso tra gli americani sul fatto che l'aborto dovrebbe essere limitato in modo significativo". I vescovi statunitensi in vari appelli hanno espresso la propria preoccupazione per le scelte nazionali sul tema in questione. In una nota i presuli si sono dichiarati fermi e risoluti "nel difendere i diritti del bambino non ancora nato dal momento del suo concepimento" e hanno condannato il progetto di legge Freedom of Choice Act che, se approvato, eliminerebbe molti dei vincoli attualmente in vigore per le interruzioni di gravidanza.  (Il Velino)
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