Spagna. Forum spagnolo della famiglia: serrare le fila contro l'eutanasia
Il Forum spagnolo della famiglia (FEF) sprona la societa' a serrare le fila contro le proposte di depenalizzazione dell'eutanasia, proposte avanzate in questi ultimi tempi da alcuni comitati di bioetica, da mezzi di comunicazione e dall'Associazione per una Morte Dignitosa. Attraverso un comunicato stampa, FEF ricorda che eutanasia significa conferire il potere a un essere umano di dare la morte a un altro. Il suo vicepresidente, Benigno Blanco, avverte che si tratta di un "enorme regresso storico, che ci riporta ad epoche precedenti lo Stato di Diritto, quando la vita dei piu' deboli dipendeva dalle decisioni dei piu' forti". Il Forum rileva che "l'esperienza storica dimostra come ogni volta che si sono aperte le porte all'eutanasia per qualche caso, si sia finito con l'estendere le pratiche eutanasiche a persone che non chiedevano la morte". Il testo cita Belgio e Olanda, dove l'eutanasia, inizialmente prevista solo per malati terminali che la richiedono, ora si applica a pazienti che non la chiedono. Fino ad arrivare, si precisa, "alla legalizzazione della cosiddetta "eutanasia del neonato". Di fronte a cio', secondo Benigno Blanco non puo' esserci altro che la "Tollerenza Zero". FEF segnala che "l'unica attitudine responsabile di fronte alla malattia terminale e al dolore" e' "ricorrere alle cure palliative e a una medicina umana" impegnata con la vita.
Da parte sua, la piattaforma scientifica Hay Alternativas denuncia che il Governo andaluso e associazioni come Derecho a Morir Dignamente usano il caso di Inmaculada Echevarria -la donna che soffre di distrofia muscolare progressiva ed irreversibile, e che chiede di staccarle la spina- per promuovere la depenalizzazione dell'eutanasia. Recentemente la consigliera per la Giustizia d'Andalusia, Maria José Lopez, ha detto che "il Governo, a un certo punto, dovra' riflettere se mettere mano a una legge che regoli una morte degna come chiedono molte persone". A questo proposito, la portavoce di Hay Alternativas, Gador Joya, ha affermato che "chi pretende di far credere che in Spagna esista un'ampia domanda sociale affinche' si legalizzi l'eutanasia, sta manipolando e sfruttando in modo sommamente ingiusto la sofferenza dei malati, la maggioranza dei quali in realta' chiede di vivere degnamente". Ha aggiunto che "se a qualcosa deve lavorare il Governo e' fare in modo che i malati e i loro familiari non si ritrovino soli e senza mezzi, e che il sistema sanitario spagnolo metta loro a disposizione i mezzi umani e materiali" affinche' "vivano e muoiano degnamente e senza dolore". Ha ricordato che numerose associazioni di disabili o di persone con malattie degenerative avanzano queste richieste.
Da parte sua, la piattaforma scientifica Hay Alternativas denuncia che il Governo andaluso e associazioni come Derecho a Morir Dignamente usano il caso di Inmaculada Echevarria -la donna che soffre di distrofia muscolare progressiva ed irreversibile, e che chiede di staccarle la spina- per promuovere la depenalizzazione dell'eutanasia. Recentemente la consigliera per la Giustizia d'Andalusia, Maria José Lopez, ha detto che "il Governo, a un certo punto, dovra' riflettere se mettere mano a una legge che regoli una morte degna come chiedono molte persone". A questo proposito, la portavoce di Hay Alternativas, Gador Joya, ha affermato che "chi pretende di far credere che in Spagna esista un'ampia domanda sociale affinche' si legalizzi l'eutanasia, sta manipolando e sfruttando in modo sommamente ingiusto la sofferenza dei malati, la maggioranza dei quali in realta' chiede di vivere degnamente". Ha aggiunto che "se a qualcosa deve lavorare il Governo e' fare in modo che i malati e i loro familiari non si ritrovino soli e senza mezzi, e che il sistema sanitario spagnolo metta loro a disposizione i mezzi umani e materiali" affinche' "vivano e muoiano degnamente e senza dolore". Ha ricordato che numerose associazioni di disabili o di persone con malattie degenerative avanzano queste richieste.
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