Giovedì 11 giugno 2026
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Spagna. Iniziativa antiproibizionista trasnazionale

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I parlamentari spagnoli Luis Yáñez Barnuevo (Psoe), Marisa Castro (Iu), Rosa Díez (Pse), Carmen Cerdeira (Pse), il candidato Verde a Sindaco di Madrid, José María Mendiluce, e il senatore Jordi Xuclá (Ciu) insieme all'europarlamentare radicale Marco Cappato e al filosofo spagnolo Fernando Savater, hanno ieri tenuto una conferenza stampa a Madrid per presentare l'iniziativa della Lega Internazionale Antiproibizionista (Lia) che chiede la revisione dei trattati e delle convenzioni Onu in materia di droga.
"Il proibizionismo ha gia' dimostrato il suo fallimento" ha sottolineato Yáñez Barnuevo ricordando che negli ultimi 40 anni il consumo di droghe ha registrato un continuo aumento. Ecco perche' secondo la Castro e' utile "aprire un dibattito su altre politiche piu' efficaci e piu' rispettose delle liberta'".
Marco Cappato che e' il promotore dell'appello gia' sottoscritto da piu' di 160 parlamentari, e piu' di 2000 persone da tutto il mondo, ha denunciato come le Nazioni Unite "non hanno esitato a trattare con dittatori, terroristi (compresi i Taliban).. tutto in nome della guerra santa contro le droghe.
Per la Lia, grazie al proibizionismo aumenta la redditivita' del commercio delle droghe, e questo denaro serve in buona parte per sovvenzionare le casse dei terroristi e della guerriglia. "Non conosco nessun solido argomento a favore della proibizione", mentre ce ne sono diversi che vivono grazie a questa scelta politica, ha detto il filosofo Fernando Savater. Tra questi beneficiari: i funzionari delle organizzazioni internazionali, gli eserciti, le polizie, quelli che la producono e quelli che la rivendono, ma anche quelli che curano e riabilitano i tossicodipendenti. "La persecuzione produce molti piu' danni che la possibile riabilitazione -ha aggiunto Savater-. Se si legalizzasse, si potrebbe gravare con delle tasse, in maniera che il beneficiario sarebbe lo Stato e non i trafficanti, come avviene con il tabacco e l'alcol".
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