Spagna. Vita dura per i muli colombiani
Il fenomeno del narcotraffico dalla Colombia alla Spagna, usata anche come porta d'accesso per il mercato europeo, sta subendo delle modifiche dopo le misure restrittive messe in atto dal Paese europeo, in primo luogo il visto. Non e' piu' cosi' facile lasciare il Paese andino per arrivare in Spagna, per ottenere il visto c'e' bisogno di una documentazione molto rigida, dalla fedina penale pulita ad un conto bancario, un documento di lavoro o di studio, fino ai certificati medici, e in caso di dubbio dell'Ambasciata c'e' da sottoporsi anche ad una specie di "interrogatorio". Il provvedimento e' entrato in vigore da aprile, ma gia' si iniziano a vedere i primi frutti: dei 9 mila colombiani che di media arrivavano in Spagna al mese, oggi la cifra si e' piu' che dimezzata, arrivando a 4 mila. Alcune compagnie aeree hanno gia' mostrato i primi accenni di crisi, l'Avianca, la compagnia colombiana, stima le perdite in due milioni di euro. Inevitabilmente anche i narcotrafficanti colombiani arrestati sono calati, per lo piu' "muli" con la droga dentro lo stomaco.
Il tragitto classico Bogota'-Barajas (aeroporto internazionale di Madrid)-Soto del Real (penitenziario madrileno), continua ad essere comunque la storia prevalente dei 2.086 colombiani detenuti in Spagna. Se fino all'anno passato a Bajaras la prevalenza di persone arrestate come trasportatori di droga era colombiana (33% contro il 16% di spagnoli), quest'anno da gennaio al 31 luglio le proporzioni sono cambiate, dei 279 arrestati 62 sono spagnoli (22%) e 41 colombiani (14%). Oggi, secondo la Guardia Civil, e' il Brasile il maggior Paese da cui proviene la cocaina sequestrata all'aeroporto madrileno, con il 20% del totale sequestrato, l'Ecuador conquista il secondo posto con il 15% e la Colombia e' scesa al terzo posto con un misero 13%, contro il primato del 1999 quando era in testa alla lista con il 34%.
Il tragitto classico Bogota'-Barajas (aeroporto internazionale di Madrid)-Soto del Real (penitenziario madrileno), continua ad essere comunque la storia prevalente dei 2.086 colombiani detenuti in Spagna. Se fino all'anno passato a Bajaras la prevalenza di persone arrestate come trasportatori di droga era colombiana (33% contro il 16% di spagnoli), quest'anno da gennaio al 31 luglio le proporzioni sono cambiate, dei 279 arrestati 62 sono spagnoli (22%) e 41 colombiani (14%). Oggi, secondo la Guardia Civil, e' il Brasile il maggior Paese da cui proviene la cocaina sequestrata all'aeroporto madrileno, con il 20% del totale sequestrato, l'Ecuador conquista il secondo posto con il 15% e la Colombia e' scesa al terzo posto con un misero 13%, contro il primato del 1999 quando era in testa alla lista con il 34%.
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