Staminali contro il morbo di Crohn
Cellule staminali ricavate dal grasso corporeo per guarire le fistole nei pazienti con il morbo di Crohn, una grave malattia autoimmune che colpisce principalmente l'intestino. A impiegare questa nuova tecnica è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica Lancet che ha tra i suoi autori anche Silvio Danese, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano). Le fistole sono dei 'buchi' causati dall'infiammazione continua che è alla base del morbo, e se non trattate possono dare complicazioni anche importanti. Di norma vengono curate con i farmaci o con la chirurgia, ma secondo gli esperti nel 70-80% dei casi le fistole non rispondono ai trattamenti. Secondo lo studio internazionale, utilizzare le staminali permette al 50% dei pazienti in cui le cure standard non funzionano di guarire da queste fistole in 5 mesi. Questo perché, spiega Danese, "le staminali del tessuto adiposo rilasciano intorno a sé sostanze che sembrano capaci di modulare l'attività del sistema immunitario e quindi dell'infiammazione". Lo studio ha coinvolto 49 ospedali tra Europa, Usa, Canada e Israele e 212 pazienti con morbo di Crohn. "A 24 settimane dal trattamento con staminali - dicono i suoi autori - nel 50% dei pazienti trattati le fistole si erano completamente cicatrizzate e il trattamento risultava ben tollerato". Secondo questi dati, conclude lo studio, "l'uso delle staminali del tessuto adiposo apre una strada efficace e innovativa per il trattamento locale delle fistole nei malati di Crohn".
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