Storie di proibizionismo: così le mafie crescono
La corruzione della classe politica e la capacità di imporsi sul mercato internazionale della droga con prezzi estremamente competitivi offrono una sponda alla criminalità organizzata serba, che sempre più fa del traffico di droga, dentro e fuori dalle frontiere nazionali, il suo business. Lo spiega Aleksandar Fatic, direttore del Centro Studi di Sicurezza di Belgrado, in un'intervista ad Aki-Adnkronos International.L'esperto sottolinea come la Serbia offra oggi le 'tariffe' di spaccio di eroina e cocaina più basse della sua storia.
"La mafia serba è attiva da tempo e all'epoca del comunismo offriva alcuni 'servizi' allo stato autoritario con cui mascherava altre sue attività", spiega l'esperto, precisando che "negli ultimi anni, il commercio della cocaina è cresciuto considerevolmente e la quantità di droghe disponibili sul mercato, tra cui eroina e cocaina, ma anche sostanze sintetiche, è aumentato drammaticamente".
Secondo Fatic, è questo il motivo per cui "i prezzi in strada sono precipitati".
"Oggi la Serbia ha i prezzi di spaccio in strada più bassi della sua storia per cocaina ed eroina", dice Fatic, precisando che quest'ultima sostanza si può trovare a Belgrado a 200 dinari a dose, pari a due euro.
Fatic spiega che in Serbia ci sono cinque principali clan mafiosi con almeno diecimila affiliati. I gruppi sono organizzati in reti, anziché per strutture gerarchiche, di modo che possono espandersi o restringersi a seconda delle esigenze del mercato o dei controlli della polizia. "Ciò significa che non esiste un numero costante di membri per ciascun gruppo, poiché gli affiliati entrano ed escono", aggiunge l'esperto, precisando che "la maggior parte di loro ha una carriera criminale indipendente ed è coinvolto in grossi 'progetti' di traffico di cocaina, mentre altri sono uomini d'affari che praticano attività lecite".
Secondo Fatic, le recenti operazioni antidroga condotte dalla polizia, come l'Operazione Morava di ottobre, quando circa 600 persone sono state arrestate, testimoniano l'espansione sempre più massiccia del crimine organizzato in Serbia. Il Centro Studi di Sicurezza ha gestito un programma di formazione di otto anni, sponsorizzato dal governo svedese e in partenariato con quello serbo, allo scopo di preparare 300 poliziotti e ufficiali giudiziari alla lotta al crimine organizzato.
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