Studio: 70% degli aborigeni fuma cannabis
Le gravi conseguenze dell'uso di lungo termine di cannabis fra le comunita' indigene d'Australia cominciano ad essere evidenti, con un'impennata di disturbi mentali cronici fra chi ha cominciato a fumare in tenera eta'. E' quanto emerge da uno studio condotto da Alan Clough dell' universita James Cook, che da 5 anni si occupa del consumo di droghe fra gli indigeni, che rivela inoltre che l'uso di cannabis nelle comunita' remote arriva ormai fino al 70% delle persone, di cui il 90% si dichiara dipendente. ''Dopo 15 anni di abuso dello stupefacente - afferma Clough - cominciamo a vedere gli effetti mentali cronici. Troviamo casi di psicosi irreversibili, oltre a depressione e dipendenza. Abbiamo anche una situazione in cui i frequenti suicidi sono legati sia alluso di cannabis, sia alle crisi di astinenza''. Un'altra tendenza preoccupante e l'eta' sempre minore di chi la prova per la prima volta: alcuni bambini cominciano a 10 anni. Lo studio indica inoltre che le persone spendono fino al 60% del reddito nella droga. Il leader indigeno di Arnhem Land Bakamumu Marika sottolinea che i giovani ricorrono alla marijuana per noia. ''Muoiono di noia - afferma - non hanno un lavoro, nessuna formazione professionale o prospettiva''.
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