Svizzera. Adesione alle convenzioni internazionali antidroga, ma con riserva
La Svizzera non vuole che le si detti la futura politica in materia di droga. Convinto di questo principio, il Consiglio nazionale ha approvato oggi -con due riserve- la convenzione internazionale del 1988 contro il traffico illecito di stupefacenti.La riserva piu' importante prevede che la Svizzera non si sente legata a una clausola della convenzione, secondo cui e' punibile la coltivazione, l'acquisto e il possesso di stupefacenti quale atto preparatorio al consumo personale. Cio' equivarrebbe in pratica a una penalizzazione del consumo di droga.
Una minoranza guidata da Jean Henri Dunant (UDC/BS) ha chiesto di stralciare questa riserva. Essa spalancherebbe le porte a un eldorado della droga in Svizzera. Occorre invece mantenere la riserva, gli hanno risposto i relatori della commissione e il consigliere federale Pascal Couchepin. La Svizzera deve dapprima tenere il proprio dibattito sulla futura politica della droga e su una possibile depenalizzazione del consumo, in modo assolutamente indipendente.
La proposta di minoranza dell'UDC e' stata respinta con 90 voti a 70. La ratifica della convenzione, con le relative riserve, e' quindi stata accolta con 101 voti contro 54 e 7 astenuti. Questo passo e' una condizione imperativa per aderire all'accordo di Schengen. L'oggetto passa ora agli Stati.
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