Trapianti genitori-figli: tre su quattro hanno successo contro la leucemia
La possibilita' di scegliere il donatore sulla base della capacita' del suo midollo osseo di produrre cellule killer di quelle leucemiche: e' questo il punto centrale di uno studio dei ricercatori del Gaslini e dell'Ist di Genova e del policlinico San Matteo di Pavia che ha reso molto piu' efficiente la strada del trapianto genitore-figli, in quei pazienti che non rispondono alla chemioterapia, offrendo dei risultati fino ad oggi impensabili, il 75% circa di attesa di guarigione. La notizia dello studio durato circa cinque anni, con una sessantina di bambini trapiantati, e gia' pubblicato nella versione on-line dalla prestigiosa rivista scientifica 'Blood', e' stata anticipata ieri mattina da 'La Repubblica'. Il percorso seguito e' quello del 'trapianto aploidentico', ovvero, 'uguale a meta'', caratteristica del midollo dei genitori e del 50% circa dei fratelli. Per rendere compatibile il midollo del donatore con quello del paziente, viene ripulito dalle cellule T, linfociti che altrimenti ucciderebbero l' ospite, e si purificano le cellule staminali emopoietiche. Ma il vero snodo e' la metodologia affinata per selezionare 'il donatore piu' promettente', ovvero quello col midollo osseo in grado di produrre il maggior numero di cellule 'Natural killer' (Nk), in grado cioe', una volta trapiantato, di dare origine al piu' cospicuo numero di cellule Nk capaci di combattere la malattia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti