Ue. 108 eurodeputati per la riforma delle convenzioni internazionali
108 eurodeputati di sei gruppi politici hanno firmato oggi a Strasburgo un appello all'Onu perche' alla prossima conferenza sulla droga di Vienna nell'aprile 2003 proceda a una revisione delle sue attuali strategie protezionistiche. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa nella sede dell'Europarlamento il radicale Marco Cappato e il capogruppo verde Dany Cohn Bendit, all'origine dell'iniziativa. Nel documento, i 107 firmatari hanno chiesto anche al consiglio dei ministri Ue di procedere a un riesame delle politiche europee antidroga.
"La guerra contro la droga non si puo' vincere cosi" ha detto Cohn Bendit. "Cosi come e' condotta ha il solo risultato di rafforzare la mafia della droga". Il socialista spagnolo Jose' Maria Mendiluce, ex inviato Ue nei Balcani, ha parlato di un "clamoroso fallimento della politica Onu, che con una linea ipocrita contribuisce solo a rendere piu' forte il crimine organizzato: ogni anno aumenta la capacita' di corruzione della mafia, sulla polizia, sui politici, ogni anno piu' Paesi sono sotto la sua influenza". I 107 firmatari dell'appello di Strasburgo, ha spiegato Marco Cappato, chiedono una revisione delle convenzioni Onu "che sono alla base del fallimento delle politiche impostate sul proibizionismo" e la loro sostituzione con una strategia ispirata alle esperienze gia' attuate "di riduzione del danno, depenalizzazione di alcune sostanze, distribuzione controllata di altre" e su una proposta di "controllo legale, di regolamentazione legale, delle sostanze oggi proibite". La situazione attuale, ha detto la verde olandese Kathalijne Buitenweg, ha creato situazioni paradossali in Olanda, dove nei coffee shop e' possibile acquistare, in tutta legalita', droghe leggere che i proprietari dei locali pero' devono comprare sul mercato illegale: il Governo ha spiegato di avere le mani legate dalle convenzioni internazionali. Occorre, ha concluso Cappato, "mettere sotto controllo legale un mercato che oggi e' affidato alle mafie e al crimine organizzato".
L'appello e' stato firmato, fra gli italiani, da diversi eurodeputati Ds, a cominciare dalla capogruppo Pasqualina Napoletano, dai liberaldemocratici Luciana Sbarbati e Marco Formentini, dai Pdci Armando Cossutta e Lucio Manisco, dai Prc Giuseppe Di Lello e Luigi Vinci, da tutti i radicali, compresi Emma Bonino e Marco Pannella, come pure da praticamente tutto il gruppo verde europeo.
"La guerra contro la droga non si puo' vincere cosi" ha detto Cohn Bendit. "Cosi come e' condotta ha il solo risultato di rafforzare la mafia della droga". Il socialista spagnolo Jose' Maria Mendiluce, ex inviato Ue nei Balcani, ha parlato di un "clamoroso fallimento della politica Onu, che con una linea ipocrita contribuisce solo a rendere piu' forte il crimine organizzato: ogni anno aumenta la capacita' di corruzione della mafia, sulla polizia, sui politici, ogni anno piu' Paesi sono sotto la sua influenza". I 107 firmatari dell'appello di Strasburgo, ha spiegato Marco Cappato, chiedono una revisione delle convenzioni Onu "che sono alla base del fallimento delle politiche impostate sul proibizionismo" e la loro sostituzione con una strategia ispirata alle esperienze gia' attuate "di riduzione del danno, depenalizzazione di alcune sostanze, distribuzione controllata di altre" e su una proposta di "controllo legale, di regolamentazione legale, delle sostanze oggi proibite". La situazione attuale, ha detto la verde olandese Kathalijne Buitenweg, ha creato situazioni paradossali in Olanda, dove nei coffee shop e' possibile acquistare, in tutta legalita', droghe leggere che i proprietari dei locali pero' devono comprare sul mercato illegale: il Governo ha spiegato di avere le mani legate dalle convenzioni internazionali. Occorre, ha concluso Cappato, "mettere sotto controllo legale un mercato che oggi e' affidato alle mafie e al crimine organizzato".
L'appello e' stato firmato, fra gli italiani, da diversi eurodeputati Ds, a cominciare dalla capogruppo Pasqualina Napoletano, dai liberaldemocratici Luciana Sbarbati e Marco Formentini, dai Pdci Armando Cossutta e Lucio Manisco, dai Prc Giuseppe Di Lello e Luigi Vinci, da tutti i radicali, compresi Emma Bonino e Marco Pannella, come pure da praticamente tutto il gruppo verde europeo.
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