Ue. Un adulto su cinque ha provato la cannabis, la relazione annuale dell'Emcdda
In Europa almeno un adulto su cinque -ossia non meno del 20% della popolazione- ha fatto uso di cannabis, che e' la sostanze stupefacente piu' utilizzata in assoluto, con una diffusione tra i giovani (15-34 anni) che sale al 35-44%. E' uno dei dati che emergono dal rapporto sull'evoluzione del fenomeno della droga nell'Ue nel 2003, presentato oggi a Strasburgo dall'Osservatorio europeo sulle droghe di Lisbona (Emcdda, www.emcdda.eu.int).L'esperienza della cannabis tra l'intera popolazione adulta europea varia tra il 7-10% (Portogallo e Finlandia) e il 30% (Danimarca),con la maggior parte degli altri paesi (tra cui l'Italia) che registrano dati attorno al 20-25%. L'uso recente (ultimi 12 mesi) di derivati della canapa indiana si attesta in media tra il 5% e il 10%,con un picco del 19,2% in Gran Bretagna. In Italia il 9,4% degli adulti ha fatto uso di cannabis nel corso degli ultimi dodici mesi.
Un "nuovo problema" sottolineato dall'Osservatorio e' la tendenza a far uso di cannabis "in modo regolare ed intenso", fenomeno direttamente collegato al sensibile aumento del numero di consumatori di marijuana che fanno ricorso ai servizi specializzati per tossicodipendenti (il 12% di tutte le richieste e il 25% delle nuove richieste di trattamento).
Secondo gli esperti dell'Ue, l'Europa resta "il piu' grande mercato del mondo per l'hashish" e conta "i tre quarti dei quantitativi sequestrati nel mondo". Lo studio evidenzia il sensibile aumento della disponibilita' di "erba coltivata direttamente nell'Ue", e osserva con preoccupazione che la potenza media del principio attivo della cannabis (il tetracannabinolo o Thc) e' aumentata ed ormai va "dal 5% al 10%" con alcuni campioni che "arrivano al 30%, con possibili conseguenze negative in termini di salute pubblica".
Le indagini condotte soprattutto nelle scuole, indicano che il consumo di cannabis tra i giovani varia tra l'8% (Svezia) e il 35% (Gran Bretagna). Il 23% dei giovani italiani di 15-16 anni ha provato almeno una volta la marijuana.
Secondo lo studio altro problema e' quello dell'abuso di alcol, nonche' del consumo di colle e solventi. "L'alcol e' la sostanza psicoattiva maggiormente utilizzata dai giovani dell'Ue" e la percentuale di giovani di 15-16 anni che si sono ubriacati "almeno qualche volta" varia dal 36% in Portogallo all'89% in Danimarca. In Italia si attesta intorno al 43%. "In tutta Europa -osserva il rapporto- e' preoccupante il fenomeno del 'binge drinking', ossia il bere ininterrottamente fino all'ubriachezza".
Le sostanze inalanti (solventi, colla e aerosol) sono gli stupefacenti che i giovani dell'Ue hanno provato di piu', dopo i derivati della cannabis. In Italia ha provato sostanze inalanti lo 0,4% dei 15-16enni, mentre tale fenomeno raggiunge livelli vicini al 20% in Irlanda e Gran Bretagna. L'uso di solventi o inalanti da parte dei giovani rappresenta "un problema spesso trascurato che pero' si ripercuote fortemente sulla salute pubblica. L'Emcdda lancia l'allarme sul fatto che "tra il 1983 e il 2000 si sono registrati circa 1.700 decessi connessi con tali sostanze nella sola Gran Bretagna" a dimostrazione del fatto che "l'uso di solventi potrebbe rappresentare un rischio sanitario piu' grave per i giovani".
La percentuale di giovanissimi che hanno provato l'ecstasy resta limitato al di sotto dello 0,3% in praticamente tutti gli Stati membri e, mentre emergono indicazioni di una "stabilizzazione del consumo una tantum di ecstasy a livelli molto inferiori della cannabis". Ancor minore e' la diffusione di droghe pesanti: per gli esperti "la popolazione scolastica che abbia sperimentato cocaina o eroina e' relativamente rara".
La cocaina e' la sostanza stupefacente che fa registrare l'aumento piu' sensibile di consumo in Europa. Gli esperti si dicono allarmati per le quantita' sempre maggiori che circolano in Europa e per la riduzione del costo, che ne facilitano la diffusione e il consumo tra i cittadini dell'Ue.
"L'uso della cocaina -si legge nel rapporto- e' piu' frequente e risulta in aumento tra i giovani che vivono in aree urbane". Per gli esperti europei "quasi tutti i paesi europei si dichiarano preoccupati per l'aumento del consumodi cocaina", che si verfica principalmente in Gran Bretagna, Danimarca, Spagna, Germania e Paesi Bassi.
I dati per il periodo 2000-2002 indicano che nell'Ue ad aver provato almeno una volta la cocaina da inalare o da fumare e' un massimo del 9% delle persone di eta' compresa tra i 15 ed i 34 anni. Le stime sul consumo recente indicano che nel corso degli ultimi dodici mesi ne ha fatto uso in Italia il 2% dei giovani adulti (15-34 anni). Il livello massimo si registra in Spagna (5% circa) e nel Regno Unito (4%), mentre il minimo si registra in Francia, Finalndia e Portogallo (meno dell'1%).
L'Emcdda sottolinea che "il numero di sequestri di cocaina nell'Ue e' aumentato costantemente dal 1980,con un incremento piu' marcato nel 2001" e che "negli ultimi anni i prezzi 'di strada' si sono stabilizzati o sono diminuiti in tutti i paesi".
I dati indicano che nell'Ue, negli ultimi dieci anni, i decessi per droga tra i giovani con meno di 20 anni sono stati 3.103, con un aumento costante da 161 nel 1990, a 349 nel 2000.
A questo indirizzo il rapporto integrale: clicca qui
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