Ue. Riforma Convenzioni Onu: una pagina sull'Economist
Venerdi 14 marzo, il Partito Radicale Transnazionale e la Lega Internazionale Antiproibizionista pubblicheranno una pagina a pagamento nell'edizione europea dell'Economist contenente una lettera aperta a Georgeou Papandreou, Presidente del Consiglio dell'UE; Romano Prodi, Presidente della Commissione europea; Pat Cox, Presidente del Parlamento europeo e ai capi di Stato e di Governo nonche' ai presidenti dei Parlamenti di tutti gli stati membri dell'Unione europea.
Nella lettera si rivolgono ai leader europei in vista di una riunione ministeriale convocata dalle Nazioni Unite al termine della 46esima sessione della Commissione Stupefacenti che si terra' a Vienna dal 16 al 17 aprile 2003 e che dovra' fare il punto di cinque anni di politiche proibizioniste sulle droghe. In particolare il testo denuncia il fatto che:
"Se i Governi europei o altri non interverranno urgentemente nelle prossime settimane, presentando formalmente proposte alternative, la riunione di Aprile confermera' all'unanimita' il sostegno a Convenzioni internazionali che mettono fuorilegge la depenalizzazione della detenzione ad uso personale, la riduzione del danno sanitario attraverso la somministrazione sotto controllo medico delle sostanze proibite, l'utilizzazione della cannabis a scopi terapeutici o della foglia di coca come alimento tradizionale di civilta' millenarie.
Se i Governi europei o altri non interverranno, i danni provocati dalla guerra sulle droghe alle istituzioni democratiche rischiano di divenire irreversibili, di pregiudicare futuri ripensamenti e la ricerca di nuove soluzioni. La legalizzazione di cure e di droghe oggi illegali, che libero' gli Stati Uniti dalla follia del proibizionismo sull'alcol negli anni trenta, continuera' ad essere messa all'indice, insieme alla ricerca scientifica, persino come tema di dibattito.
Se i Governi europei o altri non interverranno, continueranno ad essere invece legittimi, e persino apprezzati e incentivati, Paesi che per reati di droga applicano la pena di morte e il carcere a vita, Paesi che, per cercare invano di eradicare coltivazioni illecite, devastano l'ambiente e la societa'.
Nell'ottobre del 2002, il PRT e la LIA hanno lanciato un appello internazionale a Kofi Annan e ai 191 stati membri dell'ONU in cui si chiede la riforma delle Convenzioni ONU in materia di droga. Il testo e' stato presentato dall'eurodeputato radicale Marco Cappato al Parlamento Europeo con il sostegno di 109 Membri del PE, al parlamento della Colombia da 12 deputati, in Grecia, Nova Zelanda e in Canada (dove l'anno scorso una commissione del Senato aveva raccomandato la riforma delle Convenzioni ONU). In totale sono 201 i parlamentari di oltre 20 nazionalita' che hanno firmato il documento e oltre 4000 i cittadini che da 69 paesi lo hanno sottoscritto online.
A meta' marzo la LIA pubblichera' un Contro-Rapporto sulla Droga per denunciare i fallimenti del piano quinquennale lanciato da Pino Arlacchi alla Sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU del 1998. Il documento sara' presto disponibile online su clicca qui".
Nella lettera si rivolgono ai leader europei in vista di una riunione ministeriale convocata dalle Nazioni Unite al termine della 46esima sessione della Commissione Stupefacenti che si terra' a Vienna dal 16 al 17 aprile 2003 e che dovra' fare il punto di cinque anni di politiche proibizioniste sulle droghe. In particolare il testo denuncia il fatto che:
"Se i Governi europei o altri non interverranno urgentemente nelle prossime settimane, presentando formalmente proposte alternative, la riunione di Aprile confermera' all'unanimita' il sostegno a Convenzioni internazionali che mettono fuorilegge la depenalizzazione della detenzione ad uso personale, la riduzione del danno sanitario attraverso la somministrazione sotto controllo medico delle sostanze proibite, l'utilizzazione della cannabis a scopi terapeutici o della foglia di coca come alimento tradizionale di civilta' millenarie.
Se i Governi europei o altri non interverranno, i danni provocati dalla guerra sulle droghe alle istituzioni democratiche rischiano di divenire irreversibili, di pregiudicare futuri ripensamenti e la ricerca di nuove soluzioni. La legalizzazione di cure e di droghe oggi illegali, che libero' gli Stati Uniti dalla follia del proibizionismo sull'alcol negli anni trenta, continuera' ad essere messa all'indice, insieme alla ricerca scientifica, persino come tema di dibattito.
Se i Governi europei o altri non interverranno, continueranno ad essere invece legittimi, e persino apprezzati e incentivati, Paesi che per reati di droga applicano la pena di morte e il carcere a vita, Paesi che, per cercare invano di eradicare coltivazioni illecite, devastano l'ambiente e la societa'.
Nell'ottobre del 2002, il PRT e la LIA hanno lanciato un appello internazionale a Kofi Annan e ai 191 stati membri dell'ONU in cui si chiede la riforma delle Convenzioni ONU in materia di droga. Il testo e' stato presentato dall'eurodeputato radicale Marco Cappato al Parlamento Europeo con il sostegno di 109 Membri del PE, al parlamento della Colombia da 12 deputati, in Grecia, Nova Zelanda e in Canada (dove l'anno scorso una commissione del Senato aveva raccomandato la riforma delle Convenzioni ONU). In totale sono 201 i parlamentari di oltre 20 nazionalita' che hanno firmato il documento e oltre 4000 i cittadini che da 69 paesi lo hanno sottoscritto online.
A meta' marzo la LIA pubblichera' un Contro-Rapporto sulla Droga per denunciare i fallimenti del piano quinquennale lanciato da Pino Arlacchi alla Sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU del 1998. Il documento sara' presto disponibile online su clicca qui".
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