Ungheria. Polizia incrimina chi fornisce siringhe pulite a tossicodipendenti
Un assistente sociale che partecipava a un programma governativo che prevede la fornitura di siringhe sterili ai tossicodipendenti e' stato incriminato dalla polizia per complicita' e favoreggiamento. Il consumo di droga, ma anche ogni complicita', e' un reato secondo la legge ungherese, la piu' severa in Europa in materia.L'assistente si e' autodenunciato proprio per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sul fatto che gli assistenti sociali in Ungheria rischiano di essere puniti per la loro attivita' di aiuto ai tossicodipendenti.
Il portavoce della polizia ha detto che l'incriminazione dopo l'inchiesta e' un obbligo nei termini di legge. L'assistente agiva nel quadro di un programma governativo denominato 'Strategia nazionale contro la droga' che prevede fra l'altro anche la fornitura di siringhe sterili in cambio di quelle usate ai tossicodipendenti. Il presidente dell'Associazione per i diritti civili, Balazs Denes, ha detto che l'atto della polizia minaccia e rende inefficace il programma governativo. La procura non si e' pronunciata ancora, ma probabilmente avallera' l'incriminazione.
"Giuridicamente la situazione comunque e' incerta", ha detto un rappresentante della Procura generale della repubblica nazionale. La Corte costituzionale, nel 2004, aveva stabilito che l'uso della droga e' punibile e nel suo verdetto aveva affermato che "non esiste il diritto allo stordimento"; gli sforzi del governo di centrosinistra di trattare i drogati come malati invece che come criminali non sono percio' potuti andare in porto.
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