Mercoledì 10 giugno 2026
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Usa. Alabama. “Sentenze impari conducono a prigioni affollate”

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Le sentenze sui crimini minori connessi alle droghe sono le piu' severe degli Stati Uniti, e alcuni ricercatori hanno dichiarato che cio' crea disparita' razziali e contribuisce ad alimentare la sovrappopolazione carceraria.
La ricerca a cura della Equal Justice Initiative (EJI) ha rivelato che piu' della meta' dei detenuti per possesso di marijuana sono uomini afro-americani, mentre quasi i tre quarti dei condannati per guida sotto effetto dell'alcol sono caucasici.
"Anche se le condanne per i guidatori ubriachi stanno diventando piu' severe, sono sempre meno di quelle per droghe", ha dichiarato Mark Mauer, vice direttore del Sentencing Project, gruppo di ricerca con sede a Washinghton. "Si rifletta sul dato che i guidatori ubriachi sono per la maggioranza bianchi mentre quelli per consumo di sostanze stupefacenti sono afro-americani. Sono due sostanza e due approcci differenti, ma entrambe possono essere dannose".
Il primo grado di condanna per possesso di marijuana si ottiene alla prima infrazione arrivata in giudizio per il possesso di 2,2 pounds (1 Kg) o piu' di marijuana.
Ma secondo Pete Johnson, giudice del tribunale per i reati connessi alle droghe della contea di Jefferson, non sono solo gli afro-americani a ricevere le condanne piu' severe, ma tutti i convenuti.
La tolleranza zero adottata dallo Stato ha un impatto, come visto, sul sistema penitenziario. Anche secondo il rapporto della commissione sulle sentenze emesse nello Stato della Alabama del 2005, i crimini connessi alle droghe sono aumentati da 3.202 a 10.267 nel 2004, quasi il doppio dei furti, omicidi, rapine e omicidi preterintenzionali.
Bryan Stevenson, direttore esecutivo della EJI ha un'opinione differente da Johnson: "Non ci sono dubbi che ci sia una disparita' di trattamento razziale, ma il motivo e' difficile da capire".
Per Stevenson sono due i motivi fondamentali: 1) la polizia tende a colpire piu' le persone di colore per i crimini di droghe, e 2) le minoranze sono indubbiamente piu' povere, difese da avvocati meno bravi e ricevono sentenze che stabiliscono tempi di detenzione piu' lunghi.
Solo altri quattro Stati hanno leggi penali altrettanto severe: l'Arkansas, la Georgia, il Mississippi e il Sud Dakota. Stati dove e' prevista una condanna ad un massimo di dieci anni di prigione per possesso di 2,2 pounds di marijuana. Il Mississippi arriva fino a 16 anni.
"Penso che il problema sia di usare i letti delle prigioni per i reati connessi alle droghe, mentre dovremmo usarli per i reati piu' violenti", ha dichiarato il democratico Marcel Black, presidente della commissione Giustizia alla House. Il quale ha allo stesso tempo riconosciuto che non ci sono prove chiare che la razza giochi un ruolo importante nelle sentenze, e che la commissione da lui presieduta non ha condotto alcuna ricerca specifica.
Altri studi confermano quella della EJT.
Il professore Ted Chiricos, dell'universita' della Florida, ha condotto uno studio, nel 2004, sugli stereotipi razziali e la loro influenza sulle sentenze. "Generalmente i casi dei crimini connessi alle droghe, in cui sono coinvolti gli afro-americani o gli ispanici, sono giudicati con sentenze piu' severe. Infatti, c'e' la percezione che le persone di colore commettano piu' crimini di quel genere e questo influenza le sentenze". Chiricos ha definito questo "un razzismo moderno". "Non e' un razzismo alla luce del sole. Nei tribunali le decisioni devono essere prese con informazioni corrette, i giudici devono decidere su chi sia pericoloso per la comunita'. In assenza di informazioni precise, si seguono gli stereotipi".
Johnson che ha operato nel tribunale antidroghe di Jefferson per piu' di un decennio, ribatte invece che ha dovuto giudicare molti piu' bianchi che afro-americani, anche se i numeri sono stati quasi equivalenti.
Stevenson e la commissione Giustizia concordano che le misure alternative potrebbero essere comminate sia per i guidatori sotto effetto dell'alcol e sia per coloro che commettono reati connessi alle droghe.
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