Usa. Aperto il museo della droga a New York
Il cofano accartocciato di una macchina dopo un incidente stradale in cui e' rimasta vittima una donna. Si apre cosi' il Museo della Droga, appena inaugurato a Times Square, nel cuore di Manhattan. Il pirata della strada di quell'incidente, avvenuto lo scorso anno, sta scontando dieci anni di prigione: nel suo sangue c'erano tracce di cocaina, marijuana, oppio e benzodiapezine.Il risultato di una guida sotto l'effetto di droghe e' il primo messaggio che si riceve entrando al museo. Il secondo invece e' il legame fra il traffico di droga e il terrorismo, suggerito gia' dal nome dell'esposizione realizzata dalla Dea, l'agenzia federale antidroga: 'Target America - i trafficanti di droga, i terroristi e tu'. In fondo alla prima sala, infatti, si vede un altro cartoccio di lamiere, quelle che una volta facevano parte della struttura che teneva su le Torri Gemelle, abbattute l'11 settembre 2001.
Dove vanno a finire i soldi dei profitti dei traffici? Una sezione del museo e' dedicata al riciclaggio di denaro, ed ecco una lista di narcoterroristi, dall'Afghanistan all'Iraq, con tanto di pannelli con foto e una spiegazione sul circuito che trasforma il denaro ottenuto dai traffici illeciti, investiti nelle banche e nelle societa', in denaro pulito.
Quello del legame con il terrorismo e' solo uno degli aspetti evidenziati nel museo inaugurato dall'ex sindaco Rudolph Giuliani, artefice negli anni '90 del cosiddetto piano di 'tolleranza zero' che ripuli' Times Square dalla cocaina e dall'ecstasy.
Si parte infatti dalle origini, dalla produzione della droga nella giungla della Colombia con tanto di foto di poliziotti della Dea mentre arrestano chi lavora nei laboratori. Si passa poi al vero e proprio traffico degli stupefacenti, con esposte le foto degli arresti di Carlos Balos, leader delle Farc colombiane, e di Pablo Escobar, che inizio' come ladro di strada e fini' con un impero della droga. Sulla sua testa c'era una taglia di 500 milioni di dollari prima che fosse ammazzato dalla polizia colombiana e sulla sua tomba, come mostrano le foto del museo, in moltissimi ancora si recano per tributo a un uomo che secondo la gente del posto "con i suoi soldi aiuto' i poveri".
Un'ampia sezione e' dedicata poi al lavoro che la polizia di New York svolge per combattere i traffici in citta'. Derek Maltz, a capo del gruppo interforze antidroga, ha ribadito l'importanza che un museo della droga puo' avere non solo per la citta' di New York e per gli americani, ma anche per tutto il mondo. "Times Square non e' solo il luogo simbolo della lotta alla droga, ma e' anche il luogo di maggior passaggio turistico, e' importante quindi che il museo sia stato aperto proprio qui, perche' quello della droga e' un problema che tocca tutti, in tutto il mondo. Con 21.000 americani che muoiono per stupefacenti ogni anno, questo museo era quasi un dovere, perche' si intensifichi la cooperazione con gli addetti all' educazione e alla riabilitazione".
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