Usa. Bilanci di uno zar antidroga, non e' tutto oro quel che luccica
"Quello che e' stato compiuto in Colombia in materia di sradicamento delle piantagioni di coca e' talmente significativo che presto cominceremo a vedere risultati importanti": in questi termini lo zar antidroga statunitense John Walters ha elogiato gli sforzi del governo di Bogota' nella lotta al narcotraffico, a pochi giorni dal termine della sua visita in Colombia.
Parlando in conferenza stampa da Washington, Walters ha rilevato che nel 2002 sono stati distrutti nel Paese sudamericano 122mila ettari di coca, pari a circa il 15 per cento del totale delle coltivazioni presenti in territorio colombiano. Dall'agosto scorso gli ettari sradicati sono stati complessivamente 150mila e negli auspici della Casa Bianca entro il prossimo mese si potrebbe raggiungere la 'cifra record' di 250mila negli ultimi dodici mesi, meta fortemente voluta anche dal presidente Alvaro Uribe.
Il successo delle operazioni antidroga decantato da Walters ha, tuttavia, contribuito all'incremento delle piantagioni di coca in Bolivia e Peru', dove le coltivazioni sono aumentate rispettivamente del 23 e dell'8 per cento. Ma questi dati non preoccupano Walters "se comparati con i risultati colombiani".
Walters ha inoltre bollato come infondato un reportage pubblicato in questi giorni dal Washington Times: citando dati del Dipartimento di Stato il quotidiano ha concluso che l'offerta di stupefacenti nella regione andina anziche' diminuire e' in costante aumento e lo sara' per i prossimi anni. A questo si aggiunge un recente studio della Dea statunitense che ha confermato come i due principali indicatori per stabilire l'effettiva riduzione dell'offerta di droga -l'incremento del prezzo e la minore qualita'- non abbiano subito sostanziali variazioni.
Per di piu' -si legge in un dossier stilato dal Latin America Working Group (coalizione di oltre sessanta organismi religiosi, a tutela dei diritti umani, rurali e per lo sviluppo sostenibile)- contrariamente alle promesse di Washington, le operazioni di sradicamento nei Paesi produttori non hanno inciso sulla reperibilita' e il consumo di cocaina ed eroina sul mercato statunitense.
Parlando in conferenza stampa da Washington, Walters ha rilevato che nel 2002 sono stati distrutti nel Paese sudamericano 122mila ettari di coca, pari a circa il 15 per cento del totale delle coltivazioni presenti in territorio colombiano. Dall'agosto scorso gli ettari sradicati sono stati complessivamente 150mila e negli auspici della Casa Bianca entro il prossimo mese si potrebbe raggiungere la 'cifra record' di 250mila negli ultimi dodici mesi, meta fortemente voluta anche dal presidente Alvaro Uribe.
Il successo delle operazioni antidroga decantato da Walters ha, tuttavia, contribuito all'incremento delle piantagioni di coca in Bolivia e Peru', dove le coltivazioni sono aumentate rispettivamente del 23 e dell'8 per cento. Ma questi dati non preoccupano Walters "se comparati con i risultati colombiani".
Walters ha inoltre bollato come infondato un reportage pubblicato in questi giorni dal Washington Times: citando dati del Dipartimento di Stato il quotidiano ha concluso che l'offerta di stupefacenti nella regione andina anziche' diminuire e' in costante aumento e lo sara' per i prossimi anni. A questo si aggiunge un recente studio della Dea statunitense che ha confermato come i due principali indicatori per stabilire l'effettiva riduzione dell'offerta di droga -l'incremento del prezzo e la minore qualita'- non abbiano subito sostanziali variazioni.
Per di piu' -si legge in un dossier stilato dal Latin America Working Group (coalizione di oltre sessanta organismi religiosi, a tutela dei diritti umani, rurali e per lo sviluppo sostenibile)- contrariamente alle promesse di Washington, le operazioni di sradicamento nei Paesi produttori non hanno inciso sulla reperibilita' e il consumo di cocaina ed eroina sul mercato statunitense.
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