Usa. Che fare del copioso raccolto di oppio dell'Afghanistan?

Braccio d i ferro all'interno dell'Amminstrazione Bush nonche' tra questi e il Governo Karzai su cosa fare del raccolto record di papaveri da oppio prevista in Afghanistan: estirpare la coltivazione, irrorando i campi con erbicidi, o lasciare alle autorita' locali la gestione del problema?Della questione si occupa oggi il Los Angeles Times, che scrive che a Washington molti dirigenti, soprattutto al Dipartimento di Stato, insistono perche' le piantagioni siano distrutte, affermando che gran parte dell'oppio con ogni probabilita' finira' sui mercati occidentali e i profitti -che potrebbero aggirarsi intorno a sette miliardi di dollari rispetto a 2,2 miliardi dell'anno scorso- andranno a finanziare i Taliban e l'attivita' terroristica in Afghanistan e altrove.
Con l'avvicinamento della stagione della semina e la prospettiva di un raccolto record, il Dipartimento di Stato ha chiesto al Congresso di stanziare 780 milioni di dollari per i programmi anti-droga in Afghanistan. Di questi, 300 milioni di dollari andrebbero destinati ai programmi per l'estirpazione dei papaveri da oppio, 152 milioni per l'irrorazione aerea e 138 per la distruzione manuale. Il resto dovrebbe andare all'interdizione del commercio, alla preparazione delle forze dell'ordine allo sviluppo di mezzi di sostentamento alternativi e ai programmi di informazione.
Contrari allo spargimento di erbicidi sono, oltre al presidente afghano Hamid Karzai, anche molti alti dirigenti e parlamentari americani.
Nonostante abbia dichiarato una 'jihad' contro il narcotraffico, Karzai ha posto il veto all'irrorazione aerea. Sia il presidente afghano che molti a Washington, temono infatti che qualsiasi tentativo eliminare in blocco l'intero raccolto di papaveri durante la campagna per le elezioni parlamentari in programma per aprile, renderebbe ostili gli elettori rurali.
Molti ritengono che la risposta migliore sarebbe una piu' efficace campagna di repressione dei narcotrafficanti, ma il Pentagono non ne vuole sapere. I militari vedono un eventuale coinvolgimento nelle operazioni anti-droga come una 'distrazione' dal compito primario di combattere gli insorti. Inoltre i comandanti non vogliono allontanare gli abitanti delle zone rurali, le cui informazioni e segnalazioni sono spesse risultate cruciali nella lotta contro i Taliban.
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