Usa. Cresce ancora la popolazione carceraria
Nonostante i livelli di criminalita' siano ai minimi degli ultimi 30 anni, la popolazione carceraria degli Usa, grazie alle sentenze spropositate usate nella "war on drugs" e' in costante aumento, secondo quanto emerge dal rapporto pubblicato giovedi' scorso dal Ministero della Giustizia.Dal 2002 al 2003, il numero delle persone dietro le sbarre e' cresciuto del 2,9%, portandosi a quasi 2,1 milioni di detenuti. In pratica, un americano su 75.
A meta' del 2003, si contavano 715 detenuti per ogni 100.000 abitanti. L'anno precedente erano 703. Per avere un termine di paragone, il vicino Canada, ogni 100.000 cittadini vede 116 detenuti, il Messico 169, la Gran Bretagna 143. I dati di un paio di anni fa parlavano di una cifra inferiore al centinaio per l'Unione Europea nel suo complesso e di una poco superiore per la Repubblica Popolare Cinese.
Inoltre, esiste anche una questione di carattere razzista: nonostante le "ethnic minorities" (che probabilmente non si chiamano cosi' a caso n.d.r) siano, appunto, una minoranza della cittadinanza americana, queste rappresentano il 68% della popolazione carceraria. Addirittura, i dati del 2003, vedevano particolarmente colpiti gli afroamericani, con il 12% di tutti gli uomini di questa "minoranza" in prigione.
Ma per il ministro della Giustizia John Ashcroft, questi dati, sono soddisfacenti: "non e' un caso -dice- che il crimine sia in calo e che molta piu' gente sia in prigione. I criminali ed i violenti stanno scontando delle dure condanne, mentre gli americani perbene possono godersi una sicurezza mai provata prima".
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