Usa. Decessi per cannabis sopra-stimati e meno dannosa se illegale
"I 30 mila decessi all'anno per cannabis, un quarto di quelli per il tabacco, molto probabilmente sono sopra-stimati", lo ha detto Stephen Sidney, direttore di una clinica di ricerca della California, facente parte del Kaiser Permanente (ente americano per l'assistenza sanitaria globale).
Il dottor Sidney ha pubblicato un articolo nel "British Medical Journal", su due ricerche condotte su 100 mila pazienti in Svezia e negli Usa, le quali non hanno rilevato alcun aumento di decessi per cannabis e con la vendita della sostanza legale o illegale, non e' stato registrato alcun caso di overdose.
Gli effetti negativi del tabacco, a cui spesso la cannabis viene comparata, sono a lungo termine; esso provoca problemi cardiaci, una delle piu' gravi e conosciute cause di morte del mondo occidentale. E' la nicotina a danneggiare il cuore, ma nella cannabis non c'e' nicotina. Nei fumatori di cannabis, di giovane eta', non c'e' un deposito di calcio nelle arterie coronarie, ispessimento che conduce all'attacco cardiaco.
"Tuttavia il fumo della cannabis non e' innocuo, ma le attuali conoscenze scientifiche di base non condividono l'asserzione che ci sia un rilevante e negativo impatto della mortalita' per cannabis sulla sanita' pubblica. La maggioranza dei fumatori interrompe il consumo verso i 20/30 anni e questo minimizza l'impatto sulla salute, ma se la sostanza fosse legalizzata, una parte fumerebbe per un periodo piu' lungo. Non possiamo essere certi che l'impatto mortale, minimo, continuerebbe se la cannabis fosse decriminalizzata o legalizzata".
Il dottor Sidney ha pubblicato un articolo nel "British Medical Journal", su due ricerche condotte su 100 mila pazienti in Svezia e negli Usa, le quali non hanno rilevato alcun aumento di decessi per cannabis e con la vendita della sostanza legale o illegale, non e' stato registrato alcun caso di overdose.
Gli effetti negativi del tabacco, a cui spesso la cannabis viene comparata, sono a lungo termine; esso provoca problemi cardiaci, una delle piu' gravi e conosciute cause di morte del mondo occidentale. E' la nicotina a danneggiare il cuore, ma nella cannabis non c'e' nicotina. Nei fumatori di cannabis, di giovane eta', non c'e' un deposito di calcio nelle arterie coronarie, ispessimento che conduce all'attacco cardiaco.
"Tuttavia il fumo della cannabis non e' innocuo, ma le attuali conoscenze scientifiche di base non condividono l'asserzione che ci sia un rilevante e negativo impatto della mortalita' per cannabis sulla sanita' pubblica. La maggioranza dei fumatori interrompe il consumo verso i 20/30 anni e questo minimizza l'impatto sulla salute, ma se la sostanza fosse legalizzata, una parte fumerebbe per un periodo piu' lungo. Non possiamo essere certi che l'impatto mortale, minimo, continuerebbe se la cannabis fosse decriminalizzata o legalizzata".
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