Usa. Leaders della comunita' latino-americana riconoscono l'inutilita' della 'war on drugs'
Duemila attivisti della comunita' latino-americana si sono incontrati a Los Angeles per preparare l'agenda del National Latino Congreso. Uno degli argomenti in agenda e' stato la guerra alle droghe, ed e' stata approvata all'unanimita' una risoluzione "per verificare i costi effettivi di quella strategia".Ha partecipato alla conferenza anche la Drug Policy Alliance, con Alberto Mendoza, autore della proposta che prevede una riforma penale, cosi' come programmi di disintossicazione al posto della detenzione, per i condannati per crimini non violenti connessi alle droghe. La risoluzione auspica, inoltre, l'istituzione di un'agenzia statale che metta a confronto gli investimenti stanziati per la guerra alle droghe e quelli per la sanita' e l'istruzione, cosi' che lo Stato si renda conto degli effetti che questi hanno sui bilanci.
"I partecipanti alla conferenza riconoscono -si legge nella risoluzione- la sproporzione, rispetto alle altre comunita', del numero dei latino-americani detenuti, i costi enormi delle detenzioni per i crimini non violenti e la possibilita' di risolvere il problema focalizzando l'attenzione non solo sulla giustizia penale, ma tenendo conto delle ripercussioni sulla sanita' pubblica. Crediamo che i tossicodipendenti non violenti non siano un pericolo per le comunita', ma un problema ormai integrante di esse, che necessita di essere risolto".
Mendoza ha, inoltre, aggiunto: "Come latini, dobbiamo svegliarci e realizzare che la guerra alle droghe e' uno spreco di soldi e risorse umane. Si potrebbero aiutare le comunita' e le famiglie, invece di distruggerle".
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