Venerdì 12 giugno 2026
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Usa. New Jersey: detenuti record, tribunali antidroga insufficienti

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Secondo il defense attorney Tom Rossell, sono le leggi antidroga del New Jersey, e non l'aumento della diffusione delle droghe pesanti, la vera ragione per la quale le prigioni dello Stato si stanno riempiendo di tossicodipendenti.
Nonostante le leggi federali, gia' dure per loro conto, infatti, per Rossell, la legislazione del New Jersey va "ben oltre" le linee stabilite da Washington, e, nello Stato, il 36% della popolazione carceraria e' detenuta per droga. La percentuale e' la piu' alta degli Usa.
Le leggi antidroga del New Jersey, infatti, promulgate nel 1998 dall'allora ministro statale della Giustizia Peter Verniero, usano una sorta di "sistema a punti" per determinare l'entita' della pena dell'imputato, limitando la possibilita' ai giudici, in quanto le sentenze si basano sull'entita' del reato, e non tengono in considerazione chi lo ha commesso. "Ogni imputato -dice Rossell- ha una storia differente e dovrebbe essere trattato in modo diverso. Ma con queste leggi, si deve semplicemente applicare una sentenza stabilita.
Inoltre, Rossell ha puntato l'indice contro le forze dell'ordine, colpevoli, secondo lui, di "andare a cercare" gli spacciatori nelle "zone protette" (parchi pubblici, scuole eccetera), al fine di aumentare l'entita' delle sentenze.
Una soluzione potrebbe essere le drug courts: il tossicodipendente viene posto di fronte alla scelta se andare in prigione o affrontare un periodo di riabilitazione in liberta' vigilata che puo' durare anche fino a cinque anni. "Il periodo di tempo -dice Carol Venditto, responsabile statale delle drug courts- puo' essere fatto su misura caso per caso su ogni imputato, ma il recupero obbligatorio, evitando il carcere, puo' essere un incentivo".
Al momento, pero', solo in dieci tribunali nelle tredici contee del New Jersey si sono attivati i tribunali antidroga.
Da quando sono stati istituiti, nel 1996, sono state 250 le persone che hanno terminato il percorso, circa 1700 sono tuttora in recupero, mentre 820 non hanno dato riscontri positivi ed hanno finito di scontare la loro pena detentiva.
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