Usa. Triplicata la cocaina in entrata a Miami
Gli esperti lo ritengono un effetto della paura di perdere il mercato da parte dei narcotrafficanti sudamericani di fronte all'espansione di ecstasy e metanfetamina, di fatto Miami ha visto un incremento incredibile dell'ingresso di droga nelle sue coste. Nei suoi piu' importanti punti di accesso come il porto, il fiume e l'aeroporto la cifra di cocaina sequestrata e' stata il triplo dell'anno 2000-2001.
Dal primo di ottobre 2001 al 27 agosto 2002, il Servizio Doganale ha sequestrato 2.495 chili di cocaina nel fiume Miami, ovvero 1.656 chili in piu' rispetto al totale dell'anno fiscale precedente (ottobre 2000-settembre 2001), quando aveva sequestrato 838 chili, secondo quanto ha riferito la portavoce delle Dogane, Norma Morfa. "In altre parole, questo rappresenta un aumento di quasi il 300 per cento", ha precisato la Morfa.
Nello stesso lasso di tempo nel Porto di Miami -a bordo di imbarcazioni o in contenitori scaricati a terra- la cocaina sequestrata e' stata di 2.624 chili, che rispetto ai 631 chili, registra un aumento di 1.992 chili. Ed anche in questo caso, sottolinea la Morfa, si registra un aumento del 300%.
Nell'aeroporto, da ottobre 2001 fino a aprile 2002, sono state sequestrati 395 chili di cocaina, mentre da ottobre 2000 fino a settembre 2001 furono 576 e di questi circa 97 addosso ai cosiddetti "muli".
"I produttori del Sudamerica devono competere con l'ecstasy e le metandetamine, che sembrano arrestare la popolarita' della cocaina", e' l'interpretazione di Eladio Páez, detective della Polizia di Miami ed esperto della lotta alla droga. Ma ancora il crack e la cocaina sono di piu' facile reperibilita' ed anche economicamente convenienti. "Per cinque o dieci dollari si puo' acquistare una pietra di crack, mentre una pasticca di ecstasy costa mediamente venti dollari", precisa Páez.
Dal primo di ottobre 2001 al 27 agosto 2002, il Servizio Doganale ha sequestrato 2.495 chili di cocaina nel fiume Miami, ovvero 1.656 chili in piu' rispetto al totale dell'anno fiscale precedente (ottobre 2000-settembre 2001), quando aveva sequestrato 838 chili, secondo quanto ha riferito la portavoce delle Dogane, Norma Morfa. "In altre parole, questo rappresenta un aumento di quasi il 300 per cento", ha precisato la Morfa.
Nello stesso lasso di tempo nel Porto di Miami -a bordo di imbarcazioni o in contenitori scaricati a terra- la cocaina sequestrata e' stata di 2.624 chili, che rispetto ai 631 chili, registra un aumento di 1.992 chili. Ed anche in questo caso, sottolinea la Morfa, si registra un aumento del 300%.
Nell'aeroporto, da ottobre 2001 fino a aprile 2002, sono state sequestrati 395 chili di cocaina, mentre da ottobre 2000 fino a settembre 2001 furono 576 e di questi circa 97 addosso ai cosiddetti "muli".
"I produttori del Sudamerica devono competere con l'ecstasy e le metandetamine, che sembrano arrestare la popolarita' della cocaina", e' l'interpretazione di Eladio Páez, detective della Polizia di Miami ed esperto della lotta alla droga. Ma ancora il crack e la cocaina sono di piu' facile reperibilita' ed anche economicamente convenienti. "Per cinque o dieci dollari si puo' acquistare una pietra di crack, mentre una pasticca di ecstasy costa mediamente venti dollari", precisa Páez.
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