Vescovi contro nuova legge sull'aborto: ferita perenne
L'aborto non e' risposta valida a gravidanza inattesa e esistenza infelice ma costituisce una ferita perenne. E' quanto affermano i vescovi nel Messaggio per la Giornata nazionale della vita che si celebra il prossimo primo febbraio 2009. 'Talune donne, spesso provate da un'esistenza infelice - si legge nel messaggio dei vescovi- vedono in una gravidanza inattesa esiti di insopportabile sofferenza'. 'Quando la risposta e' l'aborto viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne'. 'In realta' al dolore non si risponde con altro dolore: anche in questo caso esistono soluzioni positive e aperte alla vita, come dimostra la lunga, generosa e lodevole esperienza promossa dall'associazionismo cattolico'.
L'Arcivescovo ha comunque sottolineato, con una decisione definita 'irrevocabile', che gli aborti non saranno effettuati in ospedali o strutture sanitarie cattoliche, chiedendo che ai medici cattolici operanti in strutture pubbliche sia concessa la possibilita' dell'obiezione di coscienza. Alle parole di Mons. Hart si e' associato Mons. Christopher Prowse, Vescovo della diocesi di Baanna, anch'essa nello stato Vittoria: egli ha notato come il documento tradisca 'un disprezzo della vita umana'.
'Dovremo chiedere perdono a Dio per coloro che lo hanno votato', ha sottolineato. 'Non e' concedendo un aborto, ma aiutando le donne in difficolta' che si puo' risolvere la questione'. Secondo gli attivisti dei Movimento per la Vita, il voto avra' un effetto devastante nella societa', soprattutto sui giovani, immettendo una cultura che promuove l'uso disinvolto e la svalutazione della vita umana, dell'esperienza stessa del dare la vita, della valore della relazione fra uomo e dona e del loro compito generativo.
L'Arcivescovo ha comunque sottolineato, con una decisione definita 'irrevocabile', che gli aborti non saranno effettuati in ospedali o strutture sanitarie cattoliche, chiedendo che ai medici cattolici operanti in strutture pubbliche sia concessa la possibilita' dell'obiezione di coscienza. Alle parole di Mons. Hart si e' associato Mons. Christopher Prowse, Vescovo della diocesi di Baanna, anch'essa nello stato Vittoria: egli ha notato come il documento tradisca 'un disprezzo della vita umana'.
'Dovremo chiedere perdono a Dio per coloro che lo hanno votato', ha sottolineato. 'Non e' concedendo un aborto, ma aiutando le donne in difficolta' che si puo' risolvere la questione'. Secondo gli attivisti dei Movimento per la Vita, il voto avra' un effetto devastante nella societa', soprattutto sui giovani, immettendo una cultura che promuove l'uso disinvolto e la svalutazione della vita umana, dell'esperienza stessa del dare la vita, della valore della relazione fra uomo e dona e del loro compito generativo.
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