Piemonte, liste d'attesa Rsa: +41% in 16 mesi, 12mila anziani esclusi
In Piemonte le liste d'attesa per accedere a una Rsa con il sostegno pubblico continuano a crescere senza sosta. Secondo quanto riporta La Stampa, che dal 6 luglio segue con un'inchiesta dedicata l'evoluzione dell'emergenza, il numero di anziani non autosufficienti esclusi dalle cure in struttura è aumentato del 41% negli ultimi 16 mesi, arrivando a superare le 12mila persone.
Si tratta di malati cronici che avrebbero diritto, per legge, alla cosiddetta quota sanitaria: la copertura pubblica del 50% della retta per il ricovero in una Residenza sanitaria assistenziale. Un diritto sancito dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), che però migliaia di famiglie piemontesi non riescono a vedere riconosciuto, restando bloccate in lista d'attesa mentre le condizioni di salute dei propri cari peggiorano.
Il paradosso denunciato dall'inchiesta riguarda non solo chi aspetta un posto, ma anche chi il posto in Rsa lo ha già ottenuto. Su un totale di 33mila posti letto disponibili in Piemonte, sono risultati in convenzione residenziale poco più di 16.600 anziani malati cronici non autosufficienti: significa che oltre 16mila piemontesi, già ricoverati da tempo in struttura, si trovano comunque privi della quota sanitaria e devono sostenere interamente di tasca propria rette che, secondo le stime raccolte nelle scorse settimane da consiglieri regionali e associazioni, oscillano tra i 3mila e i 4mila euro al mese.
A questo si aggiungono le persone che attendono a domicilio un riconoscimento analogo, con un carico economico e assistenziale che le famiglie definiscono ormai insostenibile. L'articolo sottolinea come l'immobilismo della Regione renda difficile intravedere una soluzione a breve termine, mentre lo scontro politico tra la Fondazione Promozione Sociale e la Giunta regionale sui numeri reali dell'emergenza si fa sempre più acceso.
Tra le proposte avanzate per alleggerire la pressione sulle Rsa tradizionali figurano il potenziamento dell'assistenza domiciliare e lo sviluppo della cosiddetta residenzialità di sollievo, pensata per offrire soluzioni temporanee alle famiglie in attesa. Ma, come emerge dall'inchiesta, il sistema di welfare piemontese per la non autosufficienza appare oggi sotto una pressione crescente, con un numero di anziani in lista che continua ad aumentare più velocemente della capacità della Regione di rispondere.