Venerdì 5 giugno 2026
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Affitti brevi. La ‘svolta’ di Firenze. Un’idea malintesa di libertà

Articolo · Stefano Fabbri ·
Ilse Orsel - Unsplash
Foto: Ilse Orsel — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

La “bollinatura” del Tar della Toscana sulla norma che limita il proliferare di affitti turistici nel centro storico di Firenze ha una doppia importanza perché certifica la legittimità di un provvedimento e apre la strada all’applicazione di criteri analoghi anche per altre aree della città, come il Comune aveva annunciato.

Ci sarebbe poi un ulteriore motivo di considerazione per la decisione dei giudici amministrativi, ed è quel richiamo all’art.41 della Costituzione che sancisce la libertà di iniziativa economica purchè non sia in contrasto con l’utilità sociale e non rechi danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Peraltro sottolineando come si sia evocata anche l’arma giuridica più pesante – la Costituzione, appunto - per risolvere una questione dal perimetro municipale, con il rischio che la nobile mole faccia dimenticare gli errori fatti nel passato e che hanno condotto alla situazione attuale. Difficile dargli torto.

Tuttavia le occasioni in cui si fa un bel ripasso della Costituzione, leggendo per intero ogni suo articolo e non limitandosi alla parte che si ritiene più utile alle proprie ragioni, sono sempre preziose. Un po’ come quando si cita l’art.11 limitandosi a pronunciarne l’incipit “l’Italia ripudia la guerra”, senza aggiungere che quel rifiuto è verso l’uso della forza “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo della risoluzione di controversie internazionali”. E che, a certe condizioni, è invece previsto per assicurare pace e giustizia fra le nazioni.

Così come sarebbe utile leggere per intero l’art.41 per coloro i quali la libertà d’impresa si esaurisce nelle prime cinque parole del testo: “L’iniziativa economica privata è libera”. Le prime eco dopo la decisione del Tar sembrano risentire di questa impostazione. Comprensibile l’“amarezza” di Lorenzo Fagnoni di Property Managers Italia all’esito negativo dei 19 ricorsi ai giudici amministrativi. Un po’ meno lo è definire come “esultanze sciocche e ideologiche” la soddisfazione dei sostenitori della norma, come hanno fatto gli esponenti di Forza Italia Marco Stella e Alberto Locchi.

Niente di irreparabile, ci mancherebbe altro.

Ma tutta la battaglia fiorentina sul contenimento degli affitti turistici si è troppo snodata – e continua a snodarsi – come se lo scontro fosse tra campioni della libertà tout-court e promotori della sua conculcazione, senza curarsi troppo dei significati delle parole usate e della loro declinazione. Per stare più sul concreto: la libertà non può articolarsi nella famosa affermazione del Marchese del Grillo per cui “io so’ io…” con ciò che ne segue. Così come, per restare in ambito al cinema, non è del tutto vero, per dirla con Bozzone-Carlo Monni in Berlinguer ti voglio bene, che “la libertà va bene, ma fino a un certo punto…”. A meno che quel “certo punto” non sia indicato da norme legittime e da rispettare. Tanto più se passano dall’altrettanto legittimo vaglio delle istanze di chi non è d’accordo.

 

(articolo pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 16/05/2026)

 

 

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