Cartelli messicani della droga si estendono in Africa

Le reti criminali dei cartelli messicani stanno rafforzando la propria presenza nel continente africano. Secondo quanto analizzato da The Soufan Center, centro di ricerca indipendente sulla sicurezza internazionale, il Cartello di Sinaloa e il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) si stanno espandendo in Africa sfruttando la debolezza delle istituzioni locali e i diffusi fenomeni di corruzione.
L'Africa viene utilizzata come hub di transito strategico per il traffico di cocaina e fentanyl verso l'Europa e l'Asia. Non si tratta però solo di rotte di passaggio: secondo il documento di postura 2026 dell'U.S. Africa Command (AFRICOM), CJNG e Cartello di Sinaloa hanno impiantato laboratori di produzione di metanfetamine in diverse aree del continente, approfittando di regioni permissive e scarsamente presidiate. Membri dei cartelli messicani sono stati arrestati nel corso di operazioni in più paesi africani, alcune delle quali hanno portato al sequestro di alcuni dei più grandi laboratori mai scoperti.
I cartelli operano attraverso alleanze con organizzazioni criminali locali e, in alcuni casi, risultano intrecciati con reti terroristiche attive nella regione. Questa convergenza tra traffico di droga e gruppi jihadisti — segnalata da analisti come Vanda Felbab-Brown della Brookings Institution — aggrava ulteriormente la destabilizzazione di aree già fragili, in particolare nell'Africa occidentale e subsahariana.
Il Cartello di Sinaloa è storicamente il principale attore esterno nel traffico transatlantico di droga verso l'Europa, con nodi logistici che passano dal Nordafrica — come il Marocco — fino all'Africa centrale e meridionale. Il CJNG, separatosi dal Cartello di Sinaloa nel 2010 e oggi suo principale rivale a livello globale, ha nel frattempo esteso le proprie attività in decine di paesi, inclusi numerosi stati africani.
Sul fronte internazionale, il Dipartimento di Stato americano ha designato entrambe le organizzazioni come Foreign Terrorist Organizations (FTO) nel febbraio 2025, fornendo nuovi strumenti legali per colpirne le reti finanziarie e operative. Nonostante ciò, la presenza dei cartelli messicani in Africa rimane una minaccia in crescita per la sicurezza regionale e internazionale, con ripercussioni che arrivano fino ai mercati europei delle droghe.