Venerdì 4 settembre 2026
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Droghe. Il ministro dell’Interno sui social. Spam e ipocrisia

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Fa effetto, per chi come noi non smetterà mai di stupirsi dell'ignavia istituzionale, leggere sui social, a firma di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, un post come questo:

“Maxisequestro di marijuana nelle campagne di San Vito, nel Cagliaritano: oltre 440 kg di stupefacente sono stati scoperti dai Carabinieri in un terreno agricolo. I militari hanno trovato 1.875 piantine, del peso di circa 400 kg, e altri 46 kg di infiorescenze già essiccate all’interno di un fienile. Sequestrato anche il materiale per la coltivazione e la lavorazione della droga. Il responsabile, un uomo di 65 anni, è stato arrestato e condotto in carcere”. 

Con tanto  di foto di carabinieri che girano tra la piantagione.

 

L’effetto è di doppio tipo:

- il ministro che scrive e, molto in teoria, dovrebbe interloquire con gli altri navigatori… altrimenti, cosa sono i social se non un luogo di dibattito tra persone?

- il ministro non ha capito il problema droghe illegali, in Italia e nel mondo, visto che è convinto che un post del genere sui social dovrebbe aiutare nella sua lotta contro le droghe illegali.

 

Il primo è un interrogativo pleonastico. La risposta è ovvia: il ministro usa i social non per quel che sono (luogo di confronto) ma come vetrina propagandistica, senza neanche  pagare per la sua pubblicità. Insomma, il ministro fa un comunicato stampa/pensierino, lo posta a suo nome come se fosse l’ultimo compleanno che ha festeggiato (neanche l’intestazione istituzionale del ministero) e si comporta come un comune spammatore.

 

Il secondo effetto è la conseguenza di una politica contro le droghe illegali basata essenzialmente sulla repressione. Sì, ogni tanto sono in circolazione, specie in Rai, degli spot che sembrano fatti da chi non sa nemmeno di cosa stia parlando e, per l’appunto, sono una voce di bilancio per dire poi che hanno speso tot e tot come prevenzione.

 

Non ci stupiamo più di tanto visto che ministro e governo in materia droghe non hanno mai brillato per approfondimento e prevenzione. Per loro è solo una  delle tante azioni come una caccia a qualche ladro. 

Pensate, ministro  e  governo, che sia questa la lotta alla droga? E’ solo routine, banale routine di un mondo che siete soddisfatti sia com’è, con tutte le magagne e i pericoli del proibizionismo.

 

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