Martedì 1 settembre 2026
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Droghe. Non se ne può più dell’illegalità. Colpe di tutti i decisori politici

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Anche questo ultimo fine settimana è stato caratterizzato da decine e decine di arresti e chili e chili di droghe illegali sequestrate. Con utilizzo di forze dell’ordine distratte da compiti, a nostro avviso, molto più importanti come il controllo stradale per evitare morti, feriti e incidenti del ritorno dalle vacanze. Non perché le forze dell'ordine non dovrebbero applicare le leggi in vigore, ma perché sarebbe meglio che le le droghe fossero legali e loro si dedicassero ai drammi e problemi che contano.

 

Un fine settimana in cui buona  parte dei decisori politici si sono ritrovati nei loro festival a decantare tra loro le proprie bellezze e le bruttezze altrui, senza che nessuno abbia mai posto il problema dei danni del proibizionismo sulle droghe. Complici anche coloro che, quando se lo ricordano e in occasioni ad hoc per fare propaganda, sostengono di essere per la legalizzazione.

 

Uno dei maggiori mercati criminali italiano e mondiale, il narcotraffico, è relegato ai margini del nulla e delegato a chi ne fa uso politico contro i propri avversari. Ormai è un’abitudine che gli Usa di Trump ammazzino qualcuno perché hanno idea che sia un narcotrafficante, quindi senza processi. Così come i nuovi vassalli di Trump che hanno conquistato il potere in alcuni Paesi del centro e sud America, che bollano di narco terroristi tutti coloro che si oppongono alle loro politiche liberticide, mentre affamano le loro popolazioni istruendole a delinquenza.

 

Le cosiddette ragioni di Stato e di botteghe sono sempre utilizzate per stimolare milioni di persone, anche in Italia, a fregare la  legge per godersi uno spinello, quello che nei film anche i poliziotti fumano per rilassarsi.

 

Fino a quando avremo decisori politici che ci  fanno delle pippe ideologiche quanto inutili e pericolose per continuare a non convincere che il miglior metodo per combattere le droghe è vietarle, la situazione non potrà che degenerare.

 

Oggi è la giornata internazionale sulle overdose da droghe, dove un mix di benintenzionati e furbetti che speculano sulle debolezze umane e sociali, “festeggia” il proprio impegno in materia. Bene che ci sia, per carità, ma consapevoli che non solo non può esimersi dal contesto legislativo proibizionista ma deve anche lottare contro istituzioni che decidono pene alternative per i carcerati tossicodipendenti, ma solo per il 2% di essi.

 

 

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