Overdose droghe. Giornata internazionale per uscire da impasse e ipocrisia

Il 31 agosto si celebra la Giornata Internazionale di Sensibilizzazione sulle Overdose. Esperti ed associazioni di tutto il mondo sono mobilitati per informare sulla situazione molto tragica la cui caratteristica è una sola: dove le droghe sono legali i pericoli sono minori, al contrario dove le droghe sono illegali.
La legalità consente di affrontare studi e provvedimenti come ordinaria amministrazione.
L’illegalità mette tutto ai confini di zone nere e grigie. Dove, per i pionieri che intendono approfondire il problema scientificamente, socialmente ed economicamente c’è il muro della diffidenza e della burocrazia.
Il mondo è ancora diviso, con prevalenza di proibizionisti, ché non potrebbe essere altrimenti visto che tutte le nazioni, in un modo o nell’altro, sono sotto l’egida di qualche religione che, di fronte alla libertà di un individuo di fare come crede su se stesso, hanno sempre l’ispirazione divina che li guida per dire cosa e come ognuno dovrebbe essere, altrimenti “kaput”.
Tra i proibizionisti ci sono anche molte persone che, pur operando dietro un qualche stimolo religioso, rispettano le diversità. Ma è un rispetto che si ferma ai limiti della sussistenza assistenziale, curando gli effetti dell’overdose e, mediamente, fallendo sui molti tentativi di intervenire sulle cause.
Mentre antiproibizionisti (tra cui non pochi hanno un approccio dogmatico) e proibizionisti cercano strade per avere consensi tra overdosi, malati e consensi, il principio base della tragedia delle overdosi rimane ancorato a qualcosa che per ora nessuno si sogna di scalfire: i trattati internazionali che - tutti - mettono all’indice consumi e produzioni di droghe. Se intanto qualche Stato è riuscito a legalizzare qualche sostanza (essenzialmente cannabis e molto meno psichedelici), lo fa in violazione di questi accordi, curando sul fatto che chi dovrebbe vigilare non lo fa o fa finta di non sapere.
In questo contesto di ipocrisia, dove per fortuna ci sono meritevoli iniziative di disobbedienti per la riduzione del danno, continuano ad essere molto pochi coloro che vanno alla radice del problema, cioè legalizzare tutte le sostanze.
Questa e non altra, è la semplice proposta per uscire da questa impasse in cui decenni di recente storia ci hanno infilato al solo fine di controllo degli individui.