Maxi sequestro di droghe in Atlantico. E poi?

Oltre 2,6 tonnellate di cocaina sono state sequestrate nell'ambito di un’operazione internazionale in oceano Atlantico, al largo delle coste portoghesi, dopo aver intercettato dei natanti veloci che trasportavano la droga rispescata in mare dove era stata abbandonata da navi originarie del SudAmerica. Quattro arrestati. Quattro autorità italiane di polizia in coordinamento con altrettante polizie di Spagna e Portogallo, Una decina di autorità in tutto.
Non conosciamo i costi di questa operazione, ma, presumiamo siano notevoli e vanto di Stati e Autorità che li hanno utilizzati, dopo mesi e mesi di addestramenti e preparazioni.
Per fortuna di tutti si tratta di polizie europee e non Usa, chè altrimenti avremmo solo poltiglie dei battelli e dei loro occupanti, così come il Paese di Trump fa da alcuni mesi a questa parte, soprattutto nel Pacifico e nei Caraibi, stabilendo a priori reati, sentenze ed esecuzioni di morte.
Dovremo sentirci più gratificati per non essere simili agli Usa e per, comunque, “aver inflitto” un duro colpo ai narcotrafficanti? No, non ci sentiamo. Perché sappiamo che rispetto ai natanti sequestrati oggi, ce ne sono molti altri che non solo non verranno sequestrati, ma coi trafficanti in festa perché le polizie europee hanno fatto il lavoro sporco in loro vece, togliendo di mezzo la concorrenza. La situazione è talmente incancrenita che il mercato al dettaglio non ne risente di questi sequestri. In un mercato “normale” quando vengono a mancare alcuni rifornimenti, i prodotti subiscono un’impennata dei prezzi al dettaglio. Non è così per questa merce, ché ce n’è così tanta in circolazione che, per l’appunto, quello che viene dopo è anche contento perché ha potuto risparmiare per non aver dovuto eliminare i propri concorrenti.
Le soluzioni sono semplici, anche se articolate. Prima di tutto legalizzare questi prodotti nei Paesi consumatori per eccellenza
Nel contempo trovare le alternative di lavoro per la numerosa mano d’opera che è a disposizione dei cartelli della droga che gestiscono le filiere da produzione a distribuzione.
E’ un po’ come l’energia. Si tratta di decidere se continuare ad arricchire gli sfarzosi emiri o i delinquenti (si pensi alla Russia) produttori o organizzarsi per fare altrimenti. Considerando che sia ai produttori di energia che a quelli di droghe, li stiamo assecondando sì da ingigantire i loro poteri e indebolendo i nostri Paesi.
Qui il canale web di Aduc sulle droghe illegalii
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