testata ADUC
OPCompany: la Consob vieta definitivamente l'offerta dopo l'esposto Aduc
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Giuseppe D'Orta
3 novembre 2018 10:57
 
Ai primi di luglio avevamo messo in guardia da OPCompany di Vitesse Capital Limited, sedicente società di investimenti che offriva conti gestiti in opzioni binarie e criptovalute non presente negli elenchi delle imprese di investimento comunitarie, con e senza succursale, tenuti dalla Consob a cui avevamo segnalato la situazione.
Vitesse Capital Limited è autorizzata a Malta ma non alla prestazione del servizio di gestione su base individualizzata di portafogli di investimento.

Senza scendere in dettagli tecnici, sarebbe bastato dare uno sguardo al sito internet di OPCompany per capire che le cose non tornavano. Vi sono infatti indicati rendimenti stratosferici dei conti gestiti, senza mai un periodo di guadagno limitato o in perdita.

La Consob aveva il 3 agosto scorso sospeso per 90 giorni l'offerta al pubblico condotta da OPCompany Nello stesso giorno era stata vietata l'offerta del sito internet www.segnalivincenti.net dove si trovavano in vetrina i "pacchetti di investimento" della OPCompany, offerta già in precedenza sospesa. Il 26 ottobre, con la Delibera 20641, l'offerta è stata definitivamente vietata.

La storia di OPCompany è simile a mille altre, ma stavolta ci sono aspetti che è bene sottolineare.

Il proprietario di OPCompany, Matteo De Giuli, fino a luglio scorso giustificava il ritardo nei pagamenti affermando che stavano "procedendo manualmente con i pagamenti nell'attesa che prenda piede il sistema automatico". Una vera società di investimenti iper-tecnologica, non c'è che dire.
Ancora, De Giuli affermava più volte di "aver preso provvedimenti legali" nei confronti di Aduc.
Ad esempio, il 10 luglio scriveva che Aduc aveva fatto "copia incolla tra l'altro fatto con pochissima attenzione e idiozia allo stato puro. Chiaramente come le altre occasioni stiamo procedendo ad agire nelle sedi più opportune". Ancora, il 22 luglio proclamava che "sono già stati querelati". Aduc non ha mai ricevuto alcun atto legale, né tantomeno una raccomandata di diffida proveniente dalla società.
Tutto ciò è pure un classico delle piramidi finanziarie e delle offerte abusive: annunciare, ma poi non attuare, querele per mostrare di essere forti e senza paura.

Stavolta, però, si è aggiunto un elemento molto grave: le affermazioni di De Giuli sono state ospitate nella pagina social di una sedicente associazione contro le truffe e a tutela degli investitori, il cui titolare aveva pontificato che "OPCompany, dalle sue preliminari ricerche e domande effettuate alle autorità competenti, non è stata ritenuta attaccabile". Inoltre, riferendosi al nostro articolo, notava con amarezza che "OPCompany è stata diffamata e calunniata palesemente on line". Ancora, aveva parlato col proprietario di OPCompany il quale "lo aveva reso edotto della situazione della sua società che era in via di sviluppo positivo". La confidenza tra i due era tale che De Giuli veniva chiamato amichevolmente col nome di battesimo, Matteo.

Non finisce qui: il 12 luglio, il paladino degli investitori scriveva pure: "Sono sicuro che con la nostra azione si risolverà tutto". Del resto, avevamo fatto notare che lo stesso suggeriva, per approfondire su OPCompany, di affidarsi ad un fiscalista internazionale. A pagamento. Possiamo essere certi che adesso, come se niente fosse, la medesima associazione si proporrà ai truffati per tentare di recuperare il maltolto. A pagamento.

Stendiamo un velo pietoso.
Pubblicato in:
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori