Operazioni ‘baciate’ ex Banche Venete oggi Intesa. Cassazione: da restituire somme indebitamente pretese
Con due recenti pronunce (22722 e 22719, entrambe del 2025), la Corte di Cassazione è intervenuta in maniera netta a tutela dei clienti che, attraverso contratti di finanziamento o mutuo erogati dalle ex Banche Venete, poi ceduti a Intesa Sanpaolo, sono stati indotti ad acquistare azioni o obbligazioni emesse dalle stesse banche. La Suprema Corte ha infatti affermato che tali operazioni, note come “operazioni baciate”, sono radicalmente nulle poiché mai autorizzate dall’Assemblea dei soci, in violazione del divieto di assistenza finanziaria previsto dall’art. 2358 c.c.
Ma la portata delle decisioni è ben più ampia e di assoluta novità e rilevanza: i Giudici hanno infatti stabilito che il cliente può agire ora direttamente anche nei confronti del cessionario dell’azienda bancaria, oggi Intesa Sanpaolo, per ottenere la restituzione delle somme indebitamente pretese, o che la stessa sta continuando a chiedere, in virtù di contratti contaminati da nullità.
Nei casi esaminati, i clienti avevano sottoscritto dei mutui con una Banca Veneta, destinando parte dell’importo all’acquisto di azioni della stessa banca. Accertato il collegamento negoziale tra finanziamento e acquisto dei titoli, i mutuatari avevano promosso azione volta a far dichiarare la nullità dell’obbligazione restitutoria, convenendo in giudizio sia la banca cedente (poi posta in liquidazione coatta amministrativa) sia la banca cessionaria.
La Cassazione ha accolto integralmente le domande:
- ha dichiarato la nullità del mutuo,
- ha riconosciuto che il cliente è legittimato a proporre azione di accertamento negativo nei confronti della Banca cessionaria.
Una pronuncia di enorme rilievo, che apre la strada alla tutela di migliaia di risparmiatori coinvolti nelle operazioni baciate e oggi costretti a subire pretese restitutorie fondate su contratti giuridicamente viziati. Il cliente potrà infatti agire direttamente nei confronti del cessionario, oggi Intesa Sanpaolo, per ottenere la restituzione delle somme indebitamente richieste, nonostante la banca originaria sia stata posta in liquidazione coatta amministrativa. La responsabilità, dunque, non si estingue con la cessione dell’azienda, ma si trasferisce insieme ai rapporti giuridici oggetto del ramo ceduto.
Chi è interessato da questa sentenza?
Questa tutela riguarda chiunque si trovi anche solo in parte nelle seguenti condizioni:
- Ha stipulato un mutuo o un finanziamento con Popolare di Vicenza o Veneto Banca
- Una parte dei soldi ricevuti è stata vincolata all’acquisto di azioni o obbligazioni della stessa banca
- Il contratto è stato ceduto a Intesa Sanpaolo
- Sta ancora pagando le rate oppure ha già versato somme rilevanti
- È stato convinto ad acquistare i titoli come condizione per ottenere il finanziamento
Aduc è a disposizione per fornire tutti i chiarimenti del caso e valutare la sussistenza dei presupposti per ottenere la restituzione di quanto dovuto.