Sabato 27 giugno 2026
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Politiche antidroga: Branson chiede una svolta radicale, i dati non mentono

Articolo · Redazione ·

Le politiche proibizioniste sulle droghe continuano a fallire. È il messaggio centrale di un intervento di Richard Branson pubblicato su Virgin.com, nel quale il fondatore del gruppo Virgin — da anni componente della Global Commission on Drug Policy, un organismo di 27 leader mondiali impegnati a porre fine alla guerra alla droga — lancia un appello urgente: i governi devono smettere di ignorare le prove e cambiare rotta.

 

L'occasione è la pubblicazione, da parte dell'Ufficio nazionale di statistica britannico (ONS), dei dati sulle morti per droga registrate in Inghilterra e Galles nel 2023: i numeri più alti mai rilevati, in una tendenza che non accenna ad arrestarsi. A pesare su questo bilancio è anche la diffusione crescente dei nitazeni, oppioidi sintetici potenti quanto il fentanyl o anche di più. Un ricerca del King's College di Londra avverte inoltre che i dati dell'ONS probabilmente sottostimano il reale numero di decessi correlati agli oppioidi, per via del metodo con cui vengono raccolti ed elaborati. E mentre la Scozia ha adottato da tempo un sistema di rendicontazione trimestrale delle morti per droga, in Inghilterra e Galles i dati arrivano con quasi due anni di ritardo, oscurando ulteriormente la vera portata della crisi. I dati parziali relativi al 2024 e al 2025 indicano che il numero continua a salire.

 

Branson riconosce che non tutti i decessi per droga sarebbero evitabili, ma sostiene che la maggior parte lo sarebbe — se solo i governi smettessero di ostinarsi nelle politiche punitive che hanno dimostrato di non funzionare. I governi britannici che si sono succeduti nel tempo hanno sistematicamente ignorato le evidenze e si sono rifiutati di riorientare attenzione e risorse verso gli interventi di riduzione del danno che hanno già dimostrato la propria efficacia. Tra questi: i servizi di verifica delle sostanze per permettere alle persone di conoscere la composizione di ciò che assumono, e le stanze del consumo supervisionato — ambienti medicamente attrezzati dove chi fa uso di droghe può farlo in sicurezza, con assistenza immediata in caso di overdose. Oggi esistono più di 100 strutture di questo tipo in 18 paesi, e hanno salvato decine di migliaia di vite.

 

Secondo Branson, la decriminalizzazione dell'uso e del possesso personale di droghe è un primo passo fondamentale per liberare risorse preziose e consentire alle forze dell'ordine di concentrarsi su ciò che davvero conta. E dove le riforme sensate sono state attuate correttamente — con investimenti paralleli in trattamento, alloggio e prevenzione — hanno riscosso consenso popolare, perché portano risultati concreti. Continuare come prima, conclude Branson, non è più accettabile.

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