Le inutili e dannose politiche istituzionali contro consumo e produzione di droghe

Quasi 350mila studenti minorenni hanno dichiarato di aver fatto uso di almeno una sostanza illegale nel corso del 2025: lo certifica la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata il 24 giugno a Roma dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Si tratta del 23% della popolazione scolastica minorenne, in crescita rispetto al 20% registrato nel 2024: tre punti percentuali in più in un solo anno.
Cannabis - in calo - e cocaina - in crescita - le sostanze più diffuse.
Domani 26 giugno è la “Giornata mondiale contro la droga”, e ci ritroviamo per l'ennesima volta a registrare la sconfitta sanitaria e politica del proibizionismo, scelto dai precedenti dall’attuale governo come metodo per convincere i consumatori, soprattutto a giovani, a non esser tali. Consumatori che, non abbastanza maltrattati per doversi rivolgere al mercato nero per le loro sostanze, sono anche villaneggiati perché costretti ad esporsi alle conseguenze sanitarie di prodotti clandestini che, prima di arrivare al dettaglio, non sono sottomessi a nessuna regola o controllo che non quello del maggiore guadagnao di spacciatori e trafficanti.
Colpisce l’ignoranza della presidente del consiglio dei ministri che, beandosi di aver fatto stanziare 160 milioni di euro nel 2025 per combattere consumo e spaccio, non fa altro che annunciare un nuovo Piano nazionale sulle dipendenze, senza un minimo di considerazione ai risultati negativi di tutti i Piani precedenti. Come si dice “errare è umano”, ma “perseverare è diabolico”. Una perseveranza che qualifica tutti i sostenitori delle politiche istituzionali in corso come malvagi esecutori di piani altrettanto diabolici, al solo fine di blindare le proprie ideologie per ricavarne presunti vantaggi elettorali.
I giovani, e non solo, continueranno a non dare ascolto a queste istituzioni. Continueranno ad assumere sostanze, per piacere e necessità che mai nessuna proibizione riuscirà a scalfire.