Lunedì 8 giugno 2026
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Poste restituisce 800.000 euro ai risparmiatori per una maxi-truffa di una sua ex direttrice

Articolo · Redazione ·
Nelle date dei prelievi connessi allo smobilizzo degli investimenti da parte dei risparmiatori, l’ex direttrice e soggetti a lei vicini avrebbero effettuato in modo pressoché sistematico versamenti in contanti di somme rilevanti sui propri conti.

I finanzieri del comando provinciale di Trapani hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare reale emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, che ha disposto il sequestro preventivo “per equivalente” di risorse finanziarie, beni immobili e beni mobili nella disponibilità dell’ex direttrice di un ufficio di Poste Italiane in un comune del trapanese, di un commerciante e di altri soggetti.

Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.
Il provvedimento è l’esito di indagini definite “complesse e articolate”, svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trapani. L’inchiesta è partita dalla denuncia di un anziano risparmiatore che aveva riscontrato un ammanco sul proprio libretto postale.

Gli approfondimenti hanno evidenziato in prima battuta prelievi anomali di contante sui rapporti postali intestati al denunciante, avvenuti in correlazione temporale con operazioni di disinvestimento di titoli e reinvestimento effettuate presso l’ufficio. Successivamente sarebbero emersi elementi indiziari analoghi anche su conti correnti e libretti di deposito di altri risparmiatori “ignari”, perlopiù anziani o in stato di difficoltà, poco avvezzi a controllare i propri conti.

Secondo quanto ricostruito, le vittime avrebbero smobilizzato per contanti buoni fruttiferi postali, anche di importo significativo, convinte dalla direttrice a sottoscriverne di nuovi a tassi più vantaggiosi. In questa dinamica avrebbero ricevuto moduli ingannevoli di richiesta di emissione di buoni postali fruttiferi, compilati e sottoscritti, ma in realtà non rappresentativi dei titoli sui quali ritenevano di aver investito o reinvestito i risparmi.

Le investigazioni hanno individuato nell’allora direttrice l’artefice delle sottrazioni e hanno ricostruito il percorso del denaro: nelle stesse date dei prelievi connessi allo smobilizzo degli investimenti, l’ex direttrice e soggetti a lei vicini avrebbero effettuato in modo pressoché sistematico versamenti in contanti di somme rilevanti sui propri conti. L’analisi dei flussi finanziari avrebbe, inoltre, evidenziato un reimpiego delle somme, “a livello indiziario”, in spese voluttuarie, nel finanziamento di un’attività economica gestita dalla ex direttrice e nel pagamento tramite bonifico di fatture per interventi edilizi su immobili riconducibili ad alcuni indagati, con riferimento anche a lavori per i quali sarebbe stato utilizzato il bonus facciate e il superbonus 110%.

Durante le indagini, la direttrice è stata licenziata per giusta causa da Poste Italiane, che ha attivato i propri organi ispettivi interni, collaborando con gli inquirenti e provvedendo a restituire integralmente ai risparmiatori truffati le somme sottratte, per complessivi 800.000 euro.
(CityWire)
 
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