Giovedì 11 giugno 2026
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Spese straordinarie per i figli: niente rimborsi automatici senza motivazione del giudice

Articolo · Smeralda Cappetti ·

Con la sentenza n. 16578/2026 la Corte di Cassazione torna sul tema delle spese straordinarie per i figli, precisando un principio importante: non basta riconoscere che una determinata spesa sia rimborsabile, ma occorre spiegare in modo chiaro come si è arrivati all'importo dovuto e perché tale somma debba essere ripartita tra i genitori in una determinata misura.

 

La vicenda riguardava il rimborso di spese sostenute da una madre per il figlio maggiorenne, tra cui costi universitari, canoni di locazione per l'alloggio fuori sede e altre spese legate al percorso di studi. Dopo un lungo iter processuale, il giudice aveva riconosciuto il diritto al rimborso di alcune voci, ma senza chiarire adeguatamente il criterio utilizzato per determinare l'importo finale posto a carico del padre.

 

La Cassazione ha quindi ricordato che le spese straordinarie non coincidono con qualsiasi esborso di importo elevato. Si tratta, invece, di spese imprevedibili o non preventivamente valutabili al momento in cui viene determinato l'assegno di mantenimento. L'assegno mensile, infatti, è destinato a coprire le esigenze ordinarie e prevedibili del figlio, mentre le spese straordinarie rappresentano costi ulteriori che esulano dalla normale programmazione familiare.

 

Secondo i giudici, il ragionamento deve svilupparsi in due passaggi distinti. In primo luogo occorre stabilire se la spesa possa essere qualificata come straordinaria. Solo successivamente bisogna individuare la quota che ciascun genitore è tenuto a sostenere, applicando il principio di proporzionalità previsto dall'articolo 337-ter del Codice civile e tenendo conto delle rispettive condizioni economiche.

 

La Suprema Corte ha inoltre evidenziato che una sentenza è nulla quando non consente di comprendere il percorso logico seguito dal giudice. Le parti devono essere messe nelle condizioni di capire perché una determinata somma sia stata riconosciuta e come sia stata calcolata. In mancanza di una motivazione chiara e verificabile, viene meno una fondamentale garanzia di trasparenza e controllo dell'attività giudiziaria.

 

La decisione rappresenta un importante richiamo alla necessità di evitare automatismi nelle controversie familiari: il rimborso delle spese straordinarie non può essere disposto in modo generico, ma richiede una valutazione puntuale e adeguatamente motivata, a tutela di entrambi i genitori e dell'interesse del figlio.

 

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