29 condanne nel processo 'Escobar del Sahara'

Un tribunale marocchino ha emesso condanne detentive nei confronti di 29 persone — tra cui politici di primo piano, dirigenti sportivi e uomini d'affari — nell'ambito del processo noto come il caso "Escobar del Sahara", il più clamoroso scandalo di narcotraffico nella storia recente del Marocco. Come riporta Al Jazeera, il verdetto è stato pronunciato giovedì 25 giugno dalla Camera penale della Corte d'appello di Casablanca, al termine di un processo durato oltre due anni.
La condanna più pesante è toccata ad Abdennebi Bioui, ex parlamentare del partito di governo Autenticità e Modernità (PAM) ed ex presidente del Consiglio regionale dell'Oriental: 12 anni di reclusione e una multa di circa 16.000 dollari. Said Naciri, anch'egli ex deputato PAM ed ex presidente del Wydad AC — uno dei principali club calcistici del paese — è stato condannato a 10 anni. Stessa pena per Belkacem Mir, altro ex parlamentare PAM ed ex presidente di un club di calcio. Gli altri imputati hanno ricevuto pene fino a nove anni di carcere e sanzioni pecuniarie fino a circa 26.000 dollari. Un solo imputato è stato assolto. Il tribunale ha inoltre ordinato il sequestro dei beni di diversi condannati, con un tetto di un milione di dollari per i tre principali imputati, e ha comminato sanzioni finanziarie complessivamente nell'ordine delle centinaia di milioni di dollari, da corrispondere alle autorità doganali. Le sentenze sono appellabili.
L'inchiesta prese avvio dalle dichiarazioni di El Hadj Ahmed Ben Brahim, trafficante di droga maliano detenuto in Marocco e soprannominato "l'Escobar del Sahara" — riferimento al narcotrafficante colombiano. Ben Brahim, arrestato nel 2019 a Casablanca a seguito del sequestro di 40 tonnellate di resina di cannabis su camion di sua proprietà e condannato a 10 anni per traffico internazionale di stupefacenti, accusò i suoi ex soci di aver gestito con lui traffici di droga e oro e di avergli sottratto i beni — tra cui una villa di lusso, appartamenti di pregio e decine di automobili — durante la sua detenzione. Secondo quanto riportato dalla rivista parigina Jeune Afrique, Ben Brahim avrebbe collaborato con i politici marocchini per trasportare resina di cannabis in Libia, Egitto e Mauritania.
Il procedimento ha coinvolto complessivamente 30 imputati, 18 testimoni e due parti civili. Le accuse a vario titolo riguardavano traffico di stupefacenti, traffico di oro, corruzione, falsificazione di documenti e violazione delle norme sul controllo dei cambi. L'udienza finale si è svolta in assenza degli avvocati difensori, che avevano sospeso la partecipazione per protesta contro una proposta di legge sull'ordinamento forense. Il tribunale ha ordinato ai tre imputati principali di versare congiuntamente a Ben Brahim circa 106.000 dollari a titolo di risarcimento.
Il caso ha riacceso il dibattito sulla corruzione negli ambienti politici marocchini, al punto da spingere re Mohammed VI — figura ufficialmente al di sopra della politica che raramente prende posizione pubblica — a chiedere l'adozione di un codice etico vincolante per "moralizzare" la vita parlamentare. Il PAM aveva già congelato le tessere di Bioui e Naciri al momento del loro arresto nel dicembre 2023, per evitare interferenze con le indagini giudiziarie.