Aborto. Ginecologi a convegno: obiezione di coscienza e' problema per applicazione legge
I ginecologi non obiettori di tutta Italia si sono riuniti oggi a Roma per la prima volta, dando vita nella sede della Provincia al primo congresso nazionale, una due giorni di dibattito organizzata dalla Laiga (Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione legge 194).
L'incontro e' stata l'occasione per discutere delle problematiche relative all'applicazione della legge sull'aborto 194/78 e di come 'il principale ostacolo rispetto all' applicazione della legge sia l'obiezione di coscienza'.
Mediamente in Italia, e' stato ricordato, circa il 60% dei ginecologi, il 50% degli anestesisti e meno del 50% del personale non medico solleva obiezione di coscienza.
'L'obiettivo di questa due giorni - spiega il presidente Laiga Silvana Agatone - e' ridare dignita' alle donne in un momento difficile come quello di un'interruzione di gravidanza indesiderata o segnata da malformazioni o malattie e ai ginecologi non obiettori e agli operatori sanitari. E' tempo di riprendere la dignita' e la volonta' sia delle pazienti che dell'operatore'.
Per il consigliere provinciale di Sinistra, Ecologia e Liberta' Gianluca Peciola, 'da quando e' stata introdotta la legge 194 si e' sensibilmente ridotto il numero delle interruzione volontarie di gravidanza e i casi di mortalita' dovuti agli aborti clandestini. E' assurdo che dopo oltre 30 anni si assista al paradosso di un Paese in cui l'aborto e' consentito, ma di fatto ostacolato. In Italia sta diventando sempre piu' difficile per le donne che vogliono interrompere gravidanze indesiderate e legate a motivi di malformazioni o malattie, trovare strutture pubbliche in cui non sia sollevata l'obiezione di coscienza'.
L'incontro e' stata l'occasione per discutere delle problematiche relative all'applicazione della legge sull'aborto 194/78 e di come 'il principale ostacolo rispetto all' applicazione della legge sia l'obiezione di coscienza'.
Mediamente in Italia, e' stato ricordato, circa il 60% dei ginecologi, il 50% degli anestesisti e meno del 50% del personale non medico solleva obiezione di coscienza.
'L'obiettivo di questa due giorni - spiega il presidente Laiga Silvana Agatone - e' ridare dignita' alle donne in un momento difficile come quello di un'interruzione di gravidanza indesiderata o segnata da malformazioni o malattie e ai ginecologi non obiettori e agli operatori sanitari. E' tempo di riprendere la dignita' e la volonta' sia delle pazienti che dell'operatore'.
Per il consigliere provinciale di Sinistra, Ecologia e Liberta' Gianluca Peciola, 'da quando e' stata introdotta la legge 194 si e' sensibilmente ridotto il numero delle interruzione volontarie di gravidanza e i casi di mortalita' dovuti agli aborti clandestini. E' assurdo che dopo oltre 30 anni si assista al paradosso di un Paese in cui l'aborto e' consentito, ma di fatto ostacolato. In Italia sta diventando sempre piu' difficile per le donne che vogliono interrompere gravidanze indesiderate e legate a motivi di malformazioni o malattie, trovare strutture pubbliche in cui non sia sollevata l'obiezione di coscienza'.
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