Aborto: ok Sicilia a obbligo assunzione medici non obiettori
L'Assemblea regionale siciliana ha approvato oggi pomeriggio anche l'articolo 3 del disegno di legge 738 in materia di sanita': il provvedimento introduce l'obbligo di assumere medici non obiettori di coscienza nelle strutture ospedaliere pubbliche, garantendo cosi' la piena attuazione della legge 194 del 1978, che tutela il diritto delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza.
Il ddl approvato in Aula con 27 voti a favore e 21 contrari, prevede procedure concorsuali dedicate esclusivamente a medici non obiettori e l'obbligo per le aziende sanitarie di provvedere tempestivamente alla loro sostituzione qualora dovessero cambiare idea, garantendo cosi' la continuita' del servizio e il pieno rispetto del diritto delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza.
"E' una misura di responsabilita' che assicura stabilita' nei reparti e tutela concreta per le pazienti. Nessuno sara' discriminato, ma le strutture sanitarie non potranno piu' permettersi vuoti di organico in un settore cosi' delicato", afferma il deputato regionale del Partito democratico, Dario Safina. Il testo approvato affonda le sue radici in un disegno di legge presentato dallo stesso Safina nel 2023 e poi trasformato in emendamento al Ddl 738. Oggi, con l'ok dell'Ars, quella proposta diventa realta'. Il disegno di legge e' stato approvato con voto segreto richiesto da deputati della maggioranza, "mostrando - sottolinea il capogruppo del Pd, Michele Catanzaro - in modo lampante tutte le crepe di un centrodestra ormai spaccato. Una debolezza che non puo' essere liquidata come un semplice incidente parlamentare, ma rappresenta un importante segnale politico. Dietro il paravento del voto segreto - aggiunge - una parte della maggioranza ha scelto di smarcarsi appoggiando la bonta' della proposta Pd. Il ddl appena approvato rappresenta una grande occasione per garantire il diritto fondamentale delle donne ad accedere, senza ostacoli, ai servizi previsti dalla legge. Il testo punta a rafforzare l'organizzazione delle strutture sanitarie senza ledere alcun diritto individuale. Sarebbe stato inaccettabile se logiche ideologiche e calcoli elettorali avessero avuto il sopravvento sul buon senso e sulla tutela della salute pubblica". (AGI)
Il ddl approvato in Aula con 27 voti a favore e 21 contrari, prevede procedure concorsuali dedicate esclusivamente a medici non obiettori e l'obbligo per le aziende sanitarie di provvedere tempestivamente alla loro sostituzione qualora dovessero cambiare idea, garantendo cosi' la continuita' del servizio e il pieno rispetto del diritto delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza.
"E' una misura di responsabilita' che assicura stabilita' nei reparti e tutela concreta per le pazienti. Nessuno sara' discriminato, ma le strutture sanitarie non potranno piu' permettersi vuoti di organico in un settore cosi' delicato", afferma il deputato regionale del Partito democratico, Dario Safina. Il testo approvato affonda le sue radici in un disegno di legge presentato dallo stesso Safina nel 2023 e poi trasformato in emendamento al Ddl 738. Oggi, con l'ok dell'Ars, quella proposta diventa realta'. Il disegno di legge e' stato approvato con voto segreto richiesto da deputati della maggioranza, "mostrando - sottolinea il capogruppo del Pd, Michele Catanzaro - in modo lampante tutte le crepe di un centrodestra ormai spaccato. Una debolezza che non puo' essere liquidata come un semplice incidente parlamentare, ma rappresenta un importante segnale politico. Dietro il paravento del voto segreto - aggiunge - una parte della maggioranza ha scelto di smarcarsi appoggiando la bonta' della proposta Pd. Il ddl appena approvato rappresenta una grande occasione per garantire il diritto fondamentale delle donne ad accedere, senza ostacoli, ai servizi previsti dalla legge. Il testo punta a rafforzare l'organizzazione delle strutture sanitarie senza ledere alcun diritto individuale. Sarebbe stato inaccettabile se logiche ideologiche e calcoli elettorali avessero avuto il sopravvento sul buon senso e sulla tutela della salute pubblica". (AGI)
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