Accusa di narcotraffico. Si dimette il governatore dello Stato di Sinaloa
Il governatore dello Stato messicano di Sinaloa, Ruben Rocha Moya, si e' dimesso temporaneamente dall'incarico, nel quadro delle indagini in corso sul suo coinvolgimento nel narcotraffico. Lo ha annunciato in un video pubblicato su Youtube, nel quale afferma di aver presentato ieri (1 maggio) al Congresso dello Stato la sua richiesta di "congedo temporaneo dalla carica di governatore". Rocha Moya e' stato incriminato insieme ad altre nove persone dal Dipartimento di Giustizia statunitense per aver collaborato con il cartello di Sinaloa nella distribuzione di "ingenti quantita'" di stupefacenti negli Stati Uniti. Rocha Moya, membro del partito di sinistra Morena guidato dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum, ha definito le accuse "false e calunniose". Almeno tre funzionari incriminati erano affiliati a Morena.
Rocha Moya, vicino all'ex presidente di sinistra Andres Manuel Lopez Obrador, governa lo Stato nord-occidentale di Sinaloa dal 2021. Il governatore e' stato coinvolto in uno scandalo nel 2023 con il cartello di Sinaloa, quando il suo nome e' comparso in una lettera scritta da un allora boss del narcotraffico dopo che i leader di un cartello rivale erano stati rapiti. Nella lettera, il boss affermava di essere convinto, al momento del rapimento, di essere diretto a un incontro con Rocha Moya. Il governatore deve affrontare accuse federali, tra cui cospirazione per l'importazione di stupefacenti e possesso di mitragliatrici e ordigni esplosivi, oltre a un'ulteriore accusa di cospirazione. Se condannato, Rocha Moya rischia l'ergastolo o una pena minima obbligatoria di 40 anni di reclusione.
(agenzia Nova)