Sabato 6 giugno 2026
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Affitti brevi, Consiglio Stato boccia self check-in ma apre al riconoscimento a distanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Accolto il ricorso del Viminale contro la decisione del Tar di annullare la circolare dell’Interno che impone il riconoscimento «de visu»; non esclusa la procedura tramite videocollegamento

Il Consiglio di Stato, sentenza del 21 novembre 2025, ha accolto l’appello del ministero dell’Interno (e Federalberghi) e ha riformato la sentenza del Tar Lazio n. 10210/2025 che aveva annullato la circolare del Capo della Polizia del 18 novembre 2024 sul divieto di check-in da remoto per le strutture ricettive.

La decisione ribadisce dunque che i gestori di tutte le strutture , incluse le unità immobiliari destinate alle locazioni brevi, oltre a ricevere il documento d’identità dell’ospite e a trasmetterlo all’autorità di pubblica sicurezza, devono effettuare il riconoscimento delle persone alloggiate verificando di persona la corrispondenza tra il titolare del documento e l’effettivo ospite della struttura.

Per i giudici di Palazzo Spada l’art. 109 Tulps comporta necessariamente la verifica della corrispondenza tra documento e persona ospitata. Si tratta di una verifica che è sempre stata parte della legge, dal 1931 in poi. E non è stata dunque eliminata dalle riforme del 2011, che hanno semplificato solo le modalità di comunicazione alle questure, non l’identificazione de visu. Il gestore, dunque, deve identificare di persona gli ospiti, verificandone la corrispondenza con la fotografia sul documento. La verifica visiva è indispensabile e non può essere sostituita dal check-in da remoto, perché quest’ultimo non garantisce la corrispondenza tra documento e individuo.

Se però il Collegio chiude categoricamente ai check-in da remoto senza riconoscimento facciale, apre invece alla identificazione “a distanza” purché sia veramente de visu e fatta al momento dell’ingresso. “Per scrupolo di completezza – si legge nella decisione - , non sfugge al Collegio che, a rigor di logica, la identificazione de visu al centro delle contestazioni non si esaurisce giocoforza nella verifica analogica in presenza da parte del titolare atteso che, attraverso le nuove tecnologie dell’informazione, essa potrebbe essere effettuata mediante appositi dispositivi di videocollegamento predisposti dal gestore all’ingresso della struttura purché idonei ad accertare, hic et nunc, l’effettiva corrispondenza tra ospite e titolare del documento di identità, esibito o trasmesso con altro canale telematico all’atto dell’accesso alla struttura (es. spioncino digitale o QR code che faccia un fermo immagine)”. “Senonché – precisa-, la circolare non tocca questi aspetti, né per converso li esclude categoricamente, limitandosi a censurare le procedure più estreme di check in remoto con cui i gestori acquisiscono semplicemente i documenti di identità degli ospiti senza alcun controllo visivo e trasmettono agli stessi codici di apertura automatizzata delle porte o di key box poste all’ingresso, vanificando in tal modo la ratio securitaria sottesa all’identificazione de visu e alla successiva comunicazione all’Autorità locale di pubblica sicurezza previsti dall’art. 109 T.U.L.P.S.”.

“La decisione conferma l’obbligo di riconoscimento ’de visu’ degli alloggiati, rafforza la sicurezza e chiarisce in modo definitivo le regole per tutte le strutture, comprese le locazioni brevi”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “La verifica diretta dell’identità tutela chi viaggia e chi vive nei quartieri più esposti - aggiunge il titolare del Viminale - e sostiene il lavoro quotidiano delle forze di polizia”. Per la sindaca di Firenze Sara Funaro: “Questa sentenza ribadisce che avevamo ragione, e che con il regolamento che ha stabilito il divieto delle keybox siamo sulla strada giusta”. Al contrario per Marco Celani, presidente di Aigab-Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi: “La sentenza conferma la possibilità di utilizzare alcune tecnologie di riconoscimento degli ospiti a patto che dimostrino l’ingresso degli stessi in appartamento”.

(Francesco Machina Grifeo su IlSole24Ore del 21/11/2025)

 
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