Afghanistan. Costa (Onu): coltivazione oppio aumenta dove c'e' guerriglia
Da stime delle Nazioni Unite sulle seminagioni nel 2006, la produzione di oppio in Afghanistan, soprattutto nelle province al sud dove maggiore e' la presenza di miliziani armati, e' in forte aumento, con conseguente rischio di una crescita del finanziamento della guerriglia.In dichiarazioni all'Ansa, il direttore esecutivo dell' Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), l'italiano Antonio Maria Costa, ha anticipato che la sua organizzazione sta ultimando la valutazione delle seminagioni di oppio in Afghanistan nell'autunno 2006 in vista del raccolto nel 2007.
Lo scorso anno erano stati stimati 165.000 ettari di colture per un totale di 6.100 tonnellate di oppio.
Per quest'anno le notizie 'non sono rassicuranti', ha detto. A seguito dell'elevato raccolto nel 2006, l'Unodc aveva concentrato la sua attenzione sulle province che potrebbero abbandonare del tutto la produzione di oppio.
Nel 2006 quelle esenti erano sei e l'obbiettivo ora e' arrivare a 12-14: 'un certo progresso c'e'', ha aggiunto, ma nelle altre province, 'specie quelle al sud (Kandahar, Helmand, Nimros, Zabul) dove ci sono le milizie armate, c'e' un forte aumento'. (Si teme per cui un finanziamento della insurrezione armata con i proventi della vendita dell'oppio).
In particolare Costa ha sottolineato il rischio di un 'forte aumento delle coltivazioni' nella provincia di Herat (quella dove e' stazionato il contingente italiano).
Lo sforzo finanziario in atto da parte dell'Onu per scoraggiare la produzione di oppio 'e' notevole': ai governatori delle province esenti sono stati gia' erogati mezzo milione di dollari con la promessa di altri 500.000 a fine giugno dopo la verifica. Per le nuove 6-8 province che si spera potrebbero abbandonare del tutto la produzione di oppio, l'Onu ha gia' erogato 250.000 dollari, con la promessa di altri 500.000 a giugno.
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