Sabato 6 giugno 2026
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Al via digiuno a staffetta contro Decreto sicurezza governo

U.E. - ITALIA
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E' stata presentata stamane l'iniziativa di "resistenza civile" di una serie di realtà (A Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, CNCA, Forum Disuguaglianze e Diversità, Forum Droghe, L'Altro Diritto, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti e Sbilanciamoci!) promossa "per chiedere al Parlamento di non procedere alla conversione in legge del cosiddetto decreto Sicurezza".

'iniziativa, è stato spiegato, consiste in un digiuno a staffetta, iniziato il 29 aprile e che si concluderà il 30 maggio, a cui hanno aderito finora oltre 350 persone. Per i promotori di questa "catena di solidarietà per i diritti di tutte e tutti" l'emanazione del decreto legge Sicurezza è stata un atto antidemocratico.
"Aver impedito il regolare dibattito parlamentare su norme che cambieranno la vita democratica del paese è un atto di manifesta prepotenza istituzionale del governo. I contenuti del disegno di legge sicurezza sono transitati nel decreto legge senza modifiche sostanziali, se non in senso peggiorativo. Il decreto criminalizza il dissenso anche quando espresso in modo passivo e pacifico, nelle strade come in carcere e nei CPR; costringe in carcere - perché gli ICAM sono carceri - le donne incinte o con prole arrivando anche a prevedere l'allontanamento dei figli piccoli dalle madri come sanzione disciplinare. Introduce nuovi reati arrivando a criminalizzare un intero settore produttivo come quello della canapa senza effetti psicoattivi a soli fini di propaganda.
Si finge di aumentare le tutele per le forze di polizia, acuendo invece simbolicamente la distanza fra queste e il resto della cittadinanza, si inseriscono maggiori garanzie per le agenzie di sicurezza (servizi segreti), mentre coloro che si trovano in uno stabile o un'abitazione occupata o presunta tale, divengono pericoli pubblici. Senza alcuna caratteristica di necessità e urgenza questo decreto segna solo la novità di una limitazione dello spazio civico e della criminalizzazione del dissenso che è la base del confronto democratico del paese". 
(Askanews)

 
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