Antitrust multa Forbes Italia per pubblicità occulta con la lista dei migliori ristoranti
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato BFC Media, editore di Forbes Italia, con una multa di 150.000 euro per pratica commerciale scorretta legata a pubblicità occulta.
Il caso Forbes Italia
Il procedimento riguarda il supplemento al n. 84 di ottobre 2024 di Forbes Italia intitolato “100 Ristoranti & co. Innovativi 2025”. L’inserto è stato realizzato in collaborazione con Il Forchettiere, testata diretta da Marco Gemelli, incaricato di selezionare i ristoranti, reperire sponsor e curare l’editing editoriale. In cambio, Gemelli ha ottenuto il plusvalore tra ricavi e costi di produzione.
Pagamenti e mancanza di trasparenza
I ristoranti inseriti hanno sottoscritto un contratto per acquistare una scheda publiredazionale con costi compresi tra 1.000 e 5.000 euro. Tuttavia, nel supplemento non è stata indicata la natura pubblicitaria dei contenuti. Le presentazioni dei ristoranti apparivano come articoli redazionali, con testi standardizzati, foto e dettagli sotto la voce “Innovazione”, senza alcun disclaimer pubblicitario.
La mancanza di trasparenza è stata denunciata da Il Fatto Quotidiano il 13 novembre 2024.
Le motivazioni dell’AGCM
Secondo l’Autorità, la pratica è risultata idonea a falsare le scelte dei consumatori, inducendoli a ritenere che i ristoranti fossero stati selezionati per merito e non per adesione economica. Una condotta che ha alterato il corretto gioco della concorrenza.
(FoodAffairs.it)
Il caso Forbes Italia
Il procedimento riguarda il supplemento al n. 84 di ottobre 2024 di Forbes Italia intitolato “100 Ristoranti & co. Innovativi 2025”. L’inserto è stato realizzato in collaborazione con Il Forchettiere, testata diretta da Marco Gemelli, incaricato di selezionare i ristoranti, reperire sponsor e curare l’editing editoriale. In cambio, Gemelli ha ottenuto il plusvalore tra ricavi e costi di produzione.
Pagamenti e mancanza di trasparenza
I ristoranti inseriti hanno sottoscritto un contratto per acquistare una scheda publiredazionale con costi compresi tra 1.000 e 5.000 euro. Tuttavia, nel supplemento non è stata indicata la natura pubblicitaria dei contenuti. Le presentazioni dei ristoranti apparivano come articoli redazionali, con testi standardizzati, foto e dettagli sotto la voce “Innovazione”, senza alcun disclaimer pubblicitario.
La mancanza di trasparenza è stata denunciata da Il Fatto Quotidiano il 13 novembre 2024.
Le motivazioni dell’AGCM
Secondo l’Autorità, la pratica è risultata idonea a falsare le scelte dei consumatori, inducendoli a ritenere che i ristoranti fossero stati selezionati per merito e non per adesione economica. Una condotta che ha alterato il corretto gioco della concorrenza.
(FoodAffairs.it)
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