Antitrust, 'possibili pregiudizi da recensioni on line'
"Le recensioni online sono molto utili alle imprese per promuovere ed aumentare le vendite di prodotti o servizi e, più in generale, per migliorare la loro reputazione presso clienti attuali e potenziali. La facilità con cui è possibile manipolare tali recensioni ha generato, tuttavia, un contesto in cui la disinformazione può alterare la concorrenza, il processo decisionale dei consumatori e minare la reputazione complessiva del mercato online. Trattasi di un fenomeno pregiudizievole per le imprese, per i consumatori e per la competitività del mercato ben noto al legislatore europeo che, non molto tempo fa, ha integrato la disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette con specifiche disposizioni volte a contrastare le recensioni non autentiche".
Lo ha detto il segretario dell'Antitrust, Guido Stazi, in audizione alla comissione Attività produttive della Camera sul disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese.
L'Antitrust, aggiunge, "ha accertato in diversi casi fattispecie di recensioni non autentiche, facendo ricorso alla clausola generale di scorrettezza di cui all'art. 20 del Codice del consumo o alle clausole di ingannevolezza". Il nuovo testo del ddl approvato dal Senato, "recepisce i rilievi formulati e, a tale fine, apporta diverse modifiche alla disciplina delle false recensioni". Per la filiera moda Stazi spiega: "La nuova disciplina è volta a promuovere la legalità, la crescita, la sostenibilità e la trasparenza nel settore attraverso il rafforzamento del ruolo delle imprese capofila e l'incentivo all'adozione di modelli organizzativi virtuosi, nonché tramite la previsione di una certificazione unica di conformità. In proposito, si ritiene anzitutto utile evidenziare che in tale specifico settore l'Autorità è ripetutamente intervenuta, avvalendosi della normativa consumeristica, al fine di contrastare le pratiche commerciali scorrette, garantendo la piena libertà di scelta dei consumatori. Il riferimento è, in particolare, al caso Armani e G. A. Operations Spa, concluso nel luglio 2025, ad esito del quale l'Autorità ha accertato che le due società avevano diffuso dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale ingannevoli". (ANSA).
Lo ha detto il segretario dell'Antitrust, Guido Stazi, in audizione alla comissione Attività produttive della Camera sul disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese.
L'Antitrust, aggiunge, "ha accertato in diversi casi fattispecie di recensioni non autentiche, facendo ricorso alla clausola generale di scorrettezza di cui all'art. 20 del Codice del consumo o alle clausole di ingannevolezza". Il nuovo testo del ddl approvato dal Senato, "recepisce i rilievi formulati e, a tale fine, apporta diverse modifiche alla disciplina delle false recensioni". Per la filiera moda Stazi spiega: "La nuova disciplina è volta a promuovere la legalità, la crescita, la sostenibilità e la trasparenza nel settore attraverso il rafforzamento del ruolo delle imprese capofila e l'incentivo all'adozione di modelli organizzativi virtuosi, nonché tramite la previsione di una certificazione unica di conformità. In proposito, si ritiene anzitutto utile evidenziare che in tale specifico settore l'Autorità è ripetutamente intervenuta, avvalendosi della normativa consumeristica, al fine di contrastare le pratiche commerciali scorrette, garantendo la piena libertà di scelta dei consumatori. Il riferimento è, in particolare, al caso Armani e G. A. Operations Spa, concluso nel luglio 2025, ad esito del quale l'Autorità ha accertato che le due società avevano diffuso dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale ingannevoli". (ANSA).
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