Lunedì 8 giugno 2026
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Arrestati quasi 1.600 stranieri in retate contro centri di truffe online

ASIA - MYANMAR
Notizia ·
La giunta militare del Myanmar ha reso noto oggi, 23 novembre, di aver arrestato quasi 1.600 cittadini stranieri nel corso di cinque giorni, nell'ambito di una vasta operazione contro il centro di truffe online di Shwe Kokko, situato lungo il confine con la Thailandia. Secondo il comunicato, le retate sono state condotte tra il 18 e il 22 novembre. Nelle regioni di confine del Myanmar, colpite da anni di conflitto, proliferano da tempo vere e proprie "fabbriche di frodi" che ospitano gruppi organizzati impegnati in truffe sentimentali e commerciali, un settore criminale che genera profitti stimati in decine di miliardi di dollari l'anno. La giunta militare e' stata a lungo accusata di ignorare la crescita dell'industria illecita, ma secondo gli analisti ha intensificato i controlli dallo scorso febbraio, dopo le pressioni esercitate da Pechino, principale sostenitore militare del regime.

Osservatori indipendenti ritengono che le retate avviate a partire da ottobre siano in parte una manovra di facciata, orchestrata per attenuare le pressioni della Cina senza intaccare in modo significativo i profitti delle milizie alleate alla giunta. Secondo il quotidiano statale "The Global New Light of Myanmar", "1.590 cittadini stranieri entrati illegalmente nel Paese sono stati arrestati" nel corso delle operazioni a Shwe Kokko. Le autorita' hanno inoltre sequestrato 2.893 computer, 21.750 telefoni cellulari, 101 ricevitori satellitari Starlink, 21 router e un grande quantitativo di materiali industriali destinati alle attivita' di frode e gioco d'azzardo online. Secondo "The Global New Light of Myanmar", il 22 novembre sono state arrestate 223 persone accusate di partecipare alle attivita' di frode e gioco d'azzardo a Shwe Kokko, tra cui 100 cittadini cinesi. Immagini diffuse da media locali mostrano un rullo compressore distruggere centinaia di monitor allineati, accanto a cumuli di telefoni gia' frantumati nel complesso del centro di truffe.

Dalla presa del potere della giunta nel 2021, che ha innescato una guerra civile, i centri per le truffe -- gestiti sia da lavoratori reclutati volontariamente sia da persone trafficate dall'estero -- si sono moltiplicati nelle aree di confine scarsamente controllate. La Cina, pur rimanendo un attore chiave nel sostegno militare al regime, appare sempre piu' irritata per la diffusione delle truffe che coinvolgono direttamente i suoi cittadini. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, solo nel 2023 le vittime nel sud-est e nell'Asia orientale sono state ingannate per un totale fino a 37 miliardi di dollari, mentre l'ammontare globale sarebbe "molto piu' elevato". 

(agenzia Nova)

 
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