Banconote false su Telegram, pagate in Bitcoin. 12 misure cautelari
Vendevano banconote contraffatte di vario taglio attraverso un canale Telegram criptato, incassando i pagamenti esclusivamente in Bitcoin. È il quadro che emerge dall'operazione "Domino", conclusa dai Carabinieri della Sezione Criptovalute del Comando Antifalsificazione Monetaria, coordinati dalla Procura di Napoli, che hanno notificato 12 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati.
Come riporta ANSA, il gip del Tribunale di Napoli ha disposto tre arresti in carcere, cinque ai domiciliari, due obblighi di dimora e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Oltre all'associazione per delinquere, agli indagati viene contestato anche il reato di autoriciclaggio.
La centrale operativa del sodalizio era situata nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Da lì, sfruttando il canale Telegram criptato denominato "Elreal Shop", il gruppo pubblicizzava e distribuiva valuta falsa — tagli da 20, 50 e 100 euro — sia in Italia che all'estero, avvalendosi della logica del dropshipping per garantire l'anonimato nelle spedizioni. I pagamenti avvenivano esclusivamente in Bitcoin, attraverso la tecnologia blockchain.
Per smascherare l'organizzazione, i militari non hanno fatto ricorso alle tradizionali intercettazioni telefoniche o ambientali, ma a tecniche di OSINT (Open Source Intelligence) e analisi forense finanziaria. Gli investigatori sono riusciti a tracciare oltre 410 wallet Bitcoin, ricostruendo un volume d'affari superiore al mezzo milione di euro nel solo periodo compreso tra luglio 2022 e dicembre 2023. Un sequestro preventivo disposto dal GIP di Napoli ha riguardato strumenti informatici, canali telematici, denaro contante e beni immobili per un totale di circa 537.000 euro.
A inchiodare gli indagati è stata anche la loro stessa imprudenza digitale. L'organizzazione pubblicava video promozionali su Telegram per mostrare la qualità delle banconote appena stampate: in quelle immagini erano però visibili tatuaggi e segni distintivi sul corpo dei venditori. I riscontri sui social network hanno poi permesso di collegare quei dettagli alle identità reali degli indagati. In altri casi, alcuni membri del gruppo avevano utilizzato i propri nickname personali per invitare amici a sessioni di videogioco online, tradendo così la propria identità.
Complessivamente, fino all'aprile 2026, sono state arrestate 12 persone (10 in flagranza e 2 all'estero) e denunciati a piede libero 61 soggetti per associazione a delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio. Sono stati inoltre sequestrati oltre 106.000 euro in banconote contraffatte, già confezionate in plichi pronti per la spedizione agli acquirenti.
Le indagini hanno avuto una dimensione internazionale: dal luglio 2022 le banconote false riconducibili al gruppo sono state individuate in Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania. All'operazione hanno collaborato le autorità francesi, tedesche, spagnole e belghe, con il supporto di Europol. I tecnici della Banca Centrale Europea hanno inoltre attribuito alla valuta contraffatta la classificazione "common class", in quanto circolante in più paesi europei.